Il generale Mazloum Abdi (nella foto), già comandante delle Sdf, ha annunciato che il processo di integrazione dei reparti delle Sirian Democratic Forces (di origine curda) nel nuovo esercito nazionale siriano è stato completato. Le ormai ex Sdf hanno dato vita a quattro brigate, inserite ora all’interno della 60^ e 72^ divisione dell’esercito siriano. L’integrazione dei combattenti curdi nelle forze armate era uno dei punti cruciali nella Siria post Assad, nel difficile sforzo di trovare un’intesa tra le formazioni islamiste ora al potere (intente a mostrare un volto moderato e moderno al mondo, ad iniziare dal presidente Al Jolani) ed i curdi, spesso combattutisi in campo aperto nel lungo conflitto civile siriano. Tutto risolto dunque? Non proprio, considerando che l’autonomia promessa alla regione curda ha contorni ancora molto vaghi, che non c’è chiarezza sulla sorte dei curdi non siriani che hanno combattuto nelle Sdf e, infine, che lo stesso processo di integrazione nel nuovo esercito siriano è ancora lungi dall’essere realmente completo.
Mosca e Damasco trattano sulle basi militari. Il ruolo della Turchia
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