L’Ufficio tedesco per la protezione della Costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz, servizio d’informazione sotto l’autorità del Ministero degli Interni federale) ha classificato Alternativa per la Germania come un’organizzazione estremista di destra che costituisce una minaccia per la democrazia e l’ordine costituzionale.
Tale classificazione era stata già adottata per il movimento giovanile e una componente del partito, arrivato secondo alle ultime elezioni politiche e ora stimato come prima forza politica della Germania, con un distacco di 1/2 punti percentuali sui popolari della Cdu/Csu.
Quali saranno le conseguenze della decisione del BfV? In teoria, al termine di un complesso iter parlamentare e giuridico – si potrebbe arrivare allo scioglimento d’autorità del partito, tuttavia questo esito appare molto improbabile, vuoi per il peso politico di AfD, vuoi perché in passato la Corte Costituzionale tedesca è stata sempre restia a decidere lo scioglimento di movimenti e partiti politici, anche quando chiaramente di ispirazione neonazista. Tanto che i gruppi sciolti d’autorità sono pochissimi.
Le conseguenze più probabili saranno politiche, non tanto sul piano del consenso verso AfD – da tempo gli avversari del partito lo dipingono come “neonazista” – quanto sul suo “sdoganamento”: i timidi segnali di apertura lanciati da qualche esponente popolare per una collaborazione tra i due partiti – soprattutto in ambito locale – saranno ora probabilmente congelati. Lasciano come unica soluzione al calo dei consensi per i partiti tradizionali la nascita di “piccole coalizioni” tra popolari e socialisti.





