Un Paese diviso in due, non solo al suo interno tra sostenitori e scettici sul processo di avvicinamento all’Unione Europea, ma attraversato da una faglia profonda tra quanti continuano a vivere in patria e quanti hanno deciso di emigrare nelle nazioni dell’Europa occidentale.
È questa la fotografia che emerge dal voto in Moldavia, con gli elettori chiamati a pronunciarsi su due temi: il referendum consultivo che, modificando l’attuale costituzione, indica nell’adesione all’Ue uno degli obiettivi del piccolo Paese ex sovietico; il primo turno delle elezioni presidenziali. Argomenti diversi, tuttavia sostanzialmente riconducibili ad una unica, grande questione: la collocazione della Moldavia, Paese cerniera tra Occidente e Russia.
Da tempo la presidente Maia Sandu spinge per l’attuazione di un’agenda politica che punta a collocare saldamente la Moldavia nello schieramento occidentale, ma un’ampia fetta della società moldava – e non solo l’ampia minoranza russofona e gagauza – non è particolarmente entusiasta di correre tra le braccia di Bruxelles, a prescindere dalla maggiore o minore simpatia per Mosca e le sue politiche.
Ecco, dunque, che il voto fotografa questo stato di cose: il referendum ha visto prevalere il “sì” filoeuropeista per poche migliaia di voti – circa 10mila – arrivando al 50,3%. Alla vigilia del voto rilevazioni e sondaggi indicavano un margine decisamente più ampio per il “sì”. Aspetto ancora più interessante è dato dal fatto che a spingere il “sì” verso la risicata vittoria è stato il voto dei moldavi all’estero (250mila circa): in patria i “no” hanno prevalso in 26 distretti su 35. Polemiche per sul voto dei moldavi in Russia: le schede inviate sarebbero state minori degli aventi diritto.
Quanto al voto per le presidenziali, l’uscente Sandu ha vinto il primo turno con il 42% dei voti, al secondo posto Alexandr Stoianoglo, esponente dell’opposizione genericamente definito come filorusso. Il risultato di Stoianoglo – il 26% dei consensi – è stato superiore a quello pronosticato alla vigilia del voto. Il secondo turno è fissato per il prossimo 3 novembre, la vittoria della Sandu non dovrebbe essere in discussione, tuttavia le percentuali di consenso saranno da osservare attentamente.
Certo resta un dato: la Moldavia resta un Paese in bilico tra Occidente ed Oriente.





