Il risultato delle elezioni tedesche non si discosta dallo scenario disegnato dai sondaggi: la Cdu/Csu è il primo partito, non riuscendo tuttavia a raggiungere il 30%, mentre AfD si posiziona al secondo posto con il 20.8%. Duramente sconfitti i partiti della coalizione semaforo che sosteneva il cancelliere Scholz: la Spd con il 16,4% ottiene il suo peggior risultato nella storia della Repubblica Federale; i Verdi lasciano sul campo oltre tre punti percentuali, mentre i liberali dell’Fdp non superano lo sbarramento del 5%. Resta fuori dal Bundestag anche il BSW. Il movimento fondato ad Sahra Wagenknecht manca il quorum per poche decine di migliaia di voti, arrivando al 4,97%.
Il voto di ieri conferma la spaccatura politica della Germania: ad est AfD è il primo partito, mentre ad ovest di impone la Cdu/Csu, con poche “macchie” rosse dove resiste l’Spd. Il mancato ingresso di BSW e liberali nel nuovo Bundestag, dunque con una ripartizione di seggi fra soli cinque partiti, dà a Cdu e Spd i numeri per formare una maggioranza. I due partiti dispongono di 328 seggi, con la maggioranza fissata a quota 316. Un vantaggio esile – soli 12 seggi – che non consente di immaginare uno scenario particolarmente stabile.
Restano, poi, tutte sul tavolo le differenze programmatiche tra popolari e socialdemocratici, per non parlare dei Verdi. Elementi che renderanno non facili le trattative per la formazione del governo destinato ad essere guidato dal leader della Cdu Merz.





