Il congresso in corso di svolgimento a Riesa, cittadina della Sassonia, ha indicato in Alice Weidel il candidato cancelliere di Alternativa per la Germania in vista delle elezioni federali del prossimo 23 febbraio. Accanto ai temi “classici” che andranno a comporre il programma elettorale di AfD – linea dura sull’immigrazione, stop alle politiche gender, sicurezza – spicca il capitolo dedicato alla questione energetica, argomento dai forti risvolti geopolitici. Accanto al rifiuto delle politiche energetiche promosse dalla Ue, AfD propone il rilancio del nucleare e soprattutto la ripresa delle forniture di gas dalla Russia.
“Noi – ha detto Weidel durante il suo intervento – riapriremo il Nord Stream, su questo potete contare, e metteremo fine alla svolta energetica. Usciremo dalla politica climatica dell’Ue. Riattiveremo le centrali nucleari capaci di funzionare e investiremo con quelle di nuova generazione. Questa è una politica energetica seria”.
Fin troppo evidenti per sottolinearle le implicazioni geopolitiche di questa scelta: annunciare l’intenzione di riattivare il gasdotto sabotato dagli ucraini all’inizio della guerra significa, di fatto, proiettare la Germania verso la ripresa di una collaborazione economico-commerciale con la Russia. Energia a basso costo in cambio di tecnologia, con la prospettiva di una integrazione dei due sistemi economico-produttivi. Ovvero la realizzazione di un incubo geopolitico che da oltre un secolo gli Stati Uniti si impegnano a sventare.
A meno di due mesi dal voto i sondaggi continuano a segnalare la crescita di consensi per AfD: ad oggi il partito è intorno al 22%, saldamente al secondo posto alle spalle della Cdu/Csu, attestata al 30% benché in calo. Quel che resta della coalizione semaforo non raggiunge il 30%: l’Spd è al 16, mentre i Verdi sono stimati al massimo al 13%. I liberali non sarebbero in grado di superare la soglia di sbarramento del 5%. Risultato che dovrebbe invece centrare BSW, la formazione guidata da Sara Wagenkcnecht.
Se questo scenario dovesse essere confermato, si potrebbero aprire crepe nel muro che la Cdu ha eretto verso ogni possibile forma di collaborazione con AfD. Anche perché i crescenti consensi per Alternativa per la Germania hanno spinto il partito che fu di Angela Merkel sempre più a destra su temi come sicurezza e contrasto all’immigrazione. Certo, resta la distanza siderale sul conflitto ucraino, ma anche in questo caso la Cdu non è insensibile alle voci che si levano dal mondo industriale tedesco, in crisi ed orfano delle forniture energetiche a basso costo provenienti da est.





