In una situazione incandescente con un conflitto aperto con l’Iran, negli Stati Uniti si aprono scenari di guerra globale ancora più vasti. Le dichiarazioni di Shyam Sankar, alto dirigente di Palantir, hanno scatenato un terremoto fra gli analisti di geopolitica e relazioni internazionali. Ma andiamo con ordine: chi è Sankar e cos’è Palantir?
Sankar è direttore tecnologico e vicepresidente esecutivo di Palantir Technologies, dirigente esperto nella fornitura di soluzioni software e di intelligenza artificiale innovative per istituzioni sia del settore pubblico che privato. Sotto la sua guida, Palantir si è trasformata da startup della Silicon Valley in un’azienda leader a livello globale e nel 2024 è stato nominato tra le sette personalità più influenti nel settore della tecnologia per la difesa. Palantir è un’azienda informatica fornitrice di quasi tutte le agenzie federali statunitensi ed in particolare della CIA. Risulta avere collaborazioni con il governo britannico, quello tedesco e con la NATO. È stata oggetto di numerose indagini indipendenti volte a verificare la corretta applicazione dei suoi software e i pericoli connessi allo spionaggio dei cittadini, delle istituzioni e dei governi coinvolti.
In una recente intervista a Fox News, il CTO di Palantir, ha sostenuto l’importanza dell’intelligenza artificiale per poter aiutare gli USA a ricostruire la propria forza industriale nel settore militare, con lo scopo di superare gli avversari e ristabilire il proprio vantaggio produttivo. L’avversario per Sankar è uno solo: la Cina. E si è anche spinto oltre, spiegando l’assoluta inconsistenza dell’arsenale militare americano per mantenere il dominio militare sul pianeta. “Pensavamo che fosse la scorta di armi a fungere da deterrente…e abbiamo prodotto così poche armi e a un ritmo così lento che, in realtà, la cosa non spaventa più nessuno. Siamo stati più attenti a come usarle che preoccupati a costruirle”.
Caricando l’intervista di sempre maggiore tensione, Sankar, ha anche affermato che in caso di conflitto armato su vasta scala con la Cina, gli USA avrebbero armi sufficienti per soli 8 giorni. E la Cina questo lo sa e dorme sonni tranquilli, essendo di gran lunga il primo paese produttore di armamenti al mondo.
Sankar sposta poi l’attenzione su altri due aspetti connessi ai conflitti: l’innovazione tecnologica e la propaganda. Sul progresso industriale, afferma la necessità di applicare l’intelligenza artificiale alla produzione bellica, in modo da “donare superpoteri al lavoratori americani” in un delirio che mescola uomini e macchine al servizio del Pentagono. Sulle motivazioni di un inevitabile conflitto con Pechino, il dirigente di Palantir dichiara “L’errore principale della Cina è sottovalutare lo spirito americano. Nella nostra tradizione giudaico-cristiana, porgiamo l’altra guancia ripetutamente. Ma a un certo punto perderemo la pazienza”.
E detto da un indiano tamil, nato a Mumbai e cresciuto fra Nigeria e Stati Uniti appare chiaramente come un capolavoro di identificazione compensatoria o falsa percezione di sé.
Sankar conosce senza dubbio il suo lavoro e Palantir è ormai un gigante mondiale nei settori informatico e militare, ma alzare il livello dello scontro con la Cina, in questa fase, sembra veramente un passo più lungo della gamba.





