Recuperando l’etimo greco (idiōtēs ) all’origine di questa parola scopriamo che nacque per indicare quei privati cittadini e persone che non partecipavano attivamente alla vita pubblica e politica della polis, poiché per i greci condividere le scelte di una comunità era fondamentale, esso divenne sinonimo di persona inesperta, priva di capacità e competenze, rozza o non istruita nelle questioni pubbliche, mantenendo questo significato anche in latino ma solo successivamente – nella lingua italiana – il focus sul significato si è spostato sulla carenza di intelligenza o capacità.
Chi avrebbe potuto immaginare, però, che l’inesperienza e la mancanza di competenze sarebbe divenuta proprio la principale caratteristica della classe politica attuale.
Del resto alla carenza di intelligenza questa generazione di ‘mutanti’ ha saputo sopperire con la piaggeria e alla mancanza di competenze con un’istrionica attitudine ad attirare l’attenzione del proprio ‘pubblico di riferimento’ ormai sempre più avvinto da insormontabili recinti ideologici (che qualcuno definisce ‘percettivi’) che definiscono la forma con cui interpretiamo la realtà e ci poniamo nei confronti di questa.
Purtroppo, infatti, all’origine dell’idiotocrazia – il potere nelle mani di idioti – c’è proprio l’incapacità da parte di molti cittadini a seguire il semplice buon senso, a riconoscere istintivamente ciò che è vero dagli artifizi della menzogna.
Le conseguenze per i popoli dell’aver abbandonato l’antica sapienza in nome di interpretazioni ideologiche sono quelle che vediamo, del resto, come si dice, il sonno della ragione può solo produrre dei mostri.
Esattamente al contrario di quanto descritto nel capolavoro di Dostoevskij: ‘L’idiota’, ormai il panorama della cosa pubblica non è più interpretato da un principe: Lev Myškin, un uomo di assoluta purezza spirituale, che incarna la compassione e l’amore disinteressato, e quindi per questo giudicato da una società cinica e materialista debole e inadeguato, ma da una masnada di mestieranti che cavalcano l’onda ideologica del momento con lo sguardo fisso al proprio interesse.
Dunque. una volta di più, tutto nasce dall’incapacità di partecipare alla cosa pubblica dei cittadini, questa volta però non solo per disinteresse ma per mancanza di competenze.
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