Prima fu un sussurro, un’ipotesi, poi qualcuno lo disse apertamente, poi un altro ancora lo affermò deciso: ” Organizziamo una spedizione in Groenlandia, come abbiamo fatto con Flottilla in Palestina !”
“Sì, dobbiamo impedire a Trump di prendersi la Groenlandia!”
“Un Fronte Artico Antifascista!”
“Con gli esquimesi contro gli imperialisti!”
“Dipingiamo di rosso il ghiaccio della Groenlandia!”
Dopo un momento di grande euforia, però qualcuno cominciò ad obiettare ed a porsi dei dubbi, perché a sinistra non sono proprio tutti scemi.
“Sì, ma laggiù fa freddo…”
“Ed è inverno…”
“E se arriva una portaerei USA… basta un’ondata, e siamo tutti affondati…”
“Allora aspettiamo la primavera!”
“Sarebbe meglio l’estate, che oltretutto le giornate sono lunghissime.”
“Ma è troppo tardi, agiamo adesso, battiamo il ferro quando è caldo…” e tutti guardarono male l’autore di questa battuta.
“Volevo dire che è adesso che Trump vuole la Groenlandia.”
“Invece di tante barchette, affittiamo una sola rompighiaccio e partiamo per la Groenlandia !”
parve la proposta più sensata di un antifascista della prima ora.
“Chi paga?”
“Sentiamo Soros !”
“Chi pilota una rompighiaccio ?”
“La Carola Rackete è capace ?”
“Di rompere sì. Il ghiaccio non so, ma ha rotto delle barche.”
“Una volta l’hanno arrestata vestita da pinguino!”
“E’ la donna giusta per noi!”
“Ma adesso è una parlamentare europea. Chi glielo fa fare?”
“Ma gli Inuit sono con noi ?”
“Chi sono gli Inuit ?”
“Sono il popolo della Groenlandia .”
“Sono antifascisti?”
“Sono contro Trump.”
“Ma forse anche contro la Danimarca, sono autonomisti.”
“Leghisti?”
“Stiamo facendo confusione….”
Le voci si sovrapposero l’un l’altra, il Fronte Artico Antifascista si frantumò ancora prima di nascere e Trump tirò un sospiro di sollievo.





