Le recenti elezioni in UK hanno visto una vittoria schiacciante, in termini di seggi, del partito laburista guidato da Keir Starmer. La vittoria viene attribuita: 1) al fallimento dei conservatori, che hanno governato per 16 anni con feroci lotte interne, tradimenti fratricidi, ed un finale fallimentare sotto la guida del primo ministro Rishi Sunak; 2) al successo (in termini di voti, ma non di seggi) di Nigel Farage, che in pochi mesi ha preso le redini del partito populista (ex pro-Brexit) Reform UK ed è riuscito a prendere il 14% dei voti, tutti strappati ai conservatori; e 3) alla “moderazione” del leader laburista Keir Starmer che, dopo gli eccessi marxisti ed antisemiti del precedente leader Jeremy Corbyn, prese il controllo nel 2020 ed addirittura espulse Corbyn dal partito.
Sul fallimento dei conservatori, non ci sono dubbi. Avevano vinto, con Boris Johnson e con una politica pro-Brexit, una maggioranza di 365 seggi (su 650) nel 2019. Ora ne hanno 121, il peggior risultato della loro storia di 190 anni! La popolarità di Johnson andò in crisi durante la pandemia del COVID cinese, quando la popolazione si rese conto che le stringenti misure “protettive” imposte alle comunità non erano rispettate dai vertici politici (una ipocrisia frequente anche in America, ma con conseguenze minori). Sunak fu attivo nel silurare Johnson, a cui succedette Liz Truss come primo ministro conservatore. Truss cercò di imitare Margaret Thatcher con proposte aggressive in economia. Ma durò solo 50 giorni – il più corto periodo di governo nella storia inglese. Fu silurata da Sunak, che così divenne primo ministro consolidando l’ala “moderata” del partito.
Sunak è stato un fallimento per tutti i temi cari all’elettorato conservatore e centrista: debole con i sindacati dei lavoratori statali, specialmente in campo sanitario; inefficiente nel combattere l’inflazione; grande tassatore (il gettito fiscale in UK è il più alto di tutta la storia degli ultimi 70 anni); inefficace nel controllare l’immigrazione illegale, che ha avuto numeri record nel 2023, ed incapace di trasferire e gestire gli illegali in Ruanda, come pianificato da anni; debole sulla lotta al crimine; tollerante verso le persecuzioni giudiziarie di chi viene accusato di mancanza di rispetto verso neri, omosessuali, e transgender (c’è chi è stato arrestato per un semplice tweet).
Insomma, milioni di elettori moderati e disperati si sono chiesti se ha senso votare per i conservatori quando questi sono incapaci perfino di far rispettare i confini e l’ordine pubblico. Il 14% degli elettori ha detto basta! ed ha votato per Farage, ben sapendo di dare così in mano il paese ai laburisti, che certamente faranno di peggio, visto il loro DNA politico.
In un sistema elettorale come quello inglese dove in ogni distretto il primo prende tutto, lo split dei voti del centro-destra ha avuto conseguenze drammatiche. La percentuale del voto laburista è passata dal 34% al 36%; i loro seggi da 211 a 412! Ci possiamo consolare pensando che i voti conservatori aggiunti al Reform UK (passato dal 2% al 14% dei voti!) hanno avuto il 38%, e cioè più dei laburisti. Ma è una consolazione amara, visto che la Sinistra UK ha ora la possibilità di governare per 5 anni con una maggioranza di seggi schiacciante.
Ma con Keir Starmer, i laburisti sono moderati, non è vero? Certamente questo è il messaggio che ci danno i media, con i loro mezzi (o interi) sorrisi di compiacimento per questa vittoria della Sinistra, in contrasto con le tendenze europee recenti.
Chi è Keir Starmer? A 16 anni si è iscritto ai Giovani Socialisti del partito laburista. Laurea in Legge a Oxford. Avvocato penalista, specialista nel campo dei diritti umani (e cioè sempre per la difesa dei criminali). Nominato “Sir” (Knight Commander of the Order of the Bath) per i suoi servizi legali “umanitari”, nonostante abbia spesso proposto l’abolizione della monarchia. Attivo nel rimuovere l’antisemitismo nel partito laburista. Fortemente anti-Brexit, anche se ora ha dichiarato di non voler far pressioni per un ritorno in Europa del Regno Unito. Viene da una famiglia ebrea laburista, ma è ateo. Naturalmente supporta la green economy e la teoria (probabilmente fasulla) dell’emergenza climatica causata dalle attività antropogeniche.
Keir Starmer e la moglie non hanno permesso ai loro figli di mangiare carne fino ai 10 anni di età. Molti considerano questa azione un vero abuso di minori. La cosa è raccapricciante in una famiglia che predica tolleranza e permissività.
Per capire la “moderazione” di Starmer, guardiamo il suo gabinetto di ministri. Cominciamo dal Vice-Primo Ministro Angela Rayner, una vecchia alleata del radicale Jeremy Corbyn. Rayner e’ completamente dedicata alla “protezione” dei trans, e sempre pronta ad accusare gli avversari politici di razzismo ed omofobia. Segue poi il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves, a capo delle finanze. In un paese dove un leader politico (per esempio Farage) si sveglia alla mattina e scopre che tutti i suoi conti bancari sono stati cancellati perché la Banca non è d’accordo con le sue posizioni politiche, la signora Reeves ci dice che… non gliene frega nulla. Passiamo al Ministro degli Esteri, David Lammy. Mostrando ottime credenziali diplomatiche, ha insultato il presidente americano Trump, chiamandolo neonazista e sociopatico. La gente ride per le sue frequenti gaffes (per esempio, ha detto che il radio fu scoperto da Maria Antonietta, invece di Marie Curie). Solo gaffes o profonda ignoranza?
Agli Interni Yvette Cooper. Ha promesso di ridurre l’immigrazione illegale e fermare il crimine organizzato che opera sul canale della Manica. Ma non ha dato nessun numero, nessun obiettivo verificabile. Nessuno le crede, specialmente quando guardiamo una sua foto che inneggia all’accoglienza indiscriminata. Alla difesa John Healey. Un ardente sostenitore antirusso della guerra in Ucraina. Appoggiò fervidamente la guerra in IRAQ a fianco degli USA, anche se ora si è pentito. Vuole aumentare le spese militari al di sopra del 2% imposto dalla NATO. Con i laburisti, non ci riuscirà mai.
Ed infine, la ciliegina sulla torta: il ministro della Giustizia, Shabana Mahmood. Islamica, nemica di Israele, sempre pronta ad accusare gli oppositori di islamofobia – una situazione che negli UK sta diventando simile ad una de-facto legge contro l’offesa all’Islam. Voltaire si rigira nella tomba…
Ci sono altre ciliegine, ma ve le risparmiamo. Chi pensa di aver votato un leader moderato si accorgerà presto che sia lui che i suoi potenti ministri, moderati non sono. Sarà interessante vedere l’evoluzione di tutte queste contraddizioni.





