È un giovane afghano l’attentatore che ieri a Mannheim ha ferito sette persone, tra militanti del movimento Pax Europa e poliziotti. Il 25enne Sulaiman A. è nato a Herat e vive in Assia, in una località a circa 40 chilometri da Mannheim.
Tra i feriti c’è anche Michael Stuerzenberger, ex esponente della Csu ed oggi componente del consiglio federale di Pax Europa, molto noto in Germania per le sue posizioni contro l’Islam politico. Il suo intervento era previsto tra quelli che si sarebbero susseguiti durante la manifestazione in programma oggi a Mannheim. Al momento non ci sono rivendicazioni per l’attacco, anche se la pista politica sembra quella più probabile. “Se le indagini dovessero rivelare un movente islamista – ha dichiarato Nancy Faeser, ministro dell’Interno del governo Scholz – sarebbe un’ulteriore conferma del grande pericolo rappresentato dagli atti di violenza islamista contro cui abbiamo messo in guardia”.
A due settimane delle elezioni europee l’attentato di Mannheim finisce, inevitabilmente, per alimentare il clima di scontro che caratterizza questa complessa campagna elettorale, condizionata dal conflitto in Ucraina – con le sue ricadute sulla società e l’economia tedesche – e la crescita dei nazional-conservatori di Alternativa per la Germania.





