Sono 48 i voti che hanno consentito a Tobias Rausch (nella foto) di essere eletto presidente del parlamento regionale della Sassonia Anhalt, primo esponente di Alternativa per la Germania a raggiungere tale risultato.
Più ancora di questo primato, però, sono interessanti i numeri che hanno consentito a Raush di tagliare questo storico traguardo: ai 39 voti di AfD si sono sommati non solo i 5 di BSW – il movimento sovranista di sinistra fondato da Sara Wagenknecht – già annunciati alla vigilia, ma quelli di altri quattro deputati regionali. Il voto è segreto, dunque nessuna certezza, ma i maggiori “sospetti” si addensano sugli esponenti della Cdu (il partito del cancelliere Merz può contare su 15 seggi nel parlamento del Land).
Ma qual che sia la provenienza di questi quattro voti – su cui molto si speculerà nei prossimi giorni – quel che più conta è che l’esito della votazione di oggi segna la fine del Brandmauer, quel muro tagliafuoco che avrebbe dovuto isolare Alternativa per la Germania e neutralizzare i suoi crescenti consensi (l’ultimo sondaggio vede AfD primo partito della Germania con il 30% delle intenzioni di voto).
E poco conto che a Berlino l’Spd sia scesa in piazza per protestare contro l’elezione di Rausch, il voto sassone sembra indicare che all’interno della Cdu la componente incline al dialogo con AfD – e a rompere con fragili coalizioni costruite con la sinistra al solo fine di tener fuori i sovranisti – sia più grande di quel che appare dalle dichiarazioni pubbliche.
Una nuova grana per il già debole Merz, altra anatra zoppa della politica europea insieme al presidente francese Macron.





