Ennesima scivolata della destra governativa. Non ci riferiamo alla prevedibile botta in Parlamento sulle preferenze — ma come pretendere dai tanti inutili deputatini paracadutati dalle segreterie dei partiti nella massima assise della Repubblica un suicidio di massa? Nemmeno i poveri tacchini festeggiano Natale, figuramoci questi beneficati….— e tanto meno sulle improvvise e frettolose rincorse vetero missine (elegie fuori tempo ai padri fondatori del MSI e altre noiosità nostalgiche etc.) per arginare in qualche modo l’ascesa della disordinata brigata Vannacciana (un dato confuso ma importante su cui ritorneremo con calma).
Una volta di più il nostro sconcerto è sulla Rai, ovvero la presunta TeleMeloni. Il programma di libri e letteratura ‘Lupus in fabula’ (in onda dal lunedì al venerdì per dieci minuti, dalle ore 6.50 alle 7, e attualmente in onda con delle repliche) condotto da Pietrangelo Buttafuoco — presidente della Biennale di Venezia ma soprattutto intelligenza libera e vero costruttore di idee — non risulta tra quelli incardinati nella bozza del palinsesto a cui sta lavorando il direttore del Giornale Radio Rai e di Rai Radio 1, Nicola Rao. In una nota, Buttafuoco sottolinea: «Vorrei chiarire che non ci sarà, mi è stato comunicato un mese fa dal direttore. Sabbenedica”. Ironia e coraggio. Uno sberleffo.
Dopo il siluramento di Marcello Foa, voce molto scomoda, dopo lo scaricamento di Beatrice Venezi, troppo brava e coraggiosa, adesso fuori Buttafuoco. Olè! Peccato che “Lupus in fabula” fosse uno dei rarissimi programmi culturali di livello trasmessi dalla Rai. Uno spazio in cui Buttafuoco ha dato voce ad autori scomodi o inconsueti come Berto, Papini, Pratt. Céline, Guénon. Ma, come scrive Alessandro Imperiali sul blog di Nicola Porro, «il punto non è l’elenco. Il valore di “Lupus in Fabula” era un altro. Rimettere in circolazione autori, libri e simboli troppo spesso raccontati attraverso il filtro del pregiudizio. Farli uscire dalle librerie dei felici pochi e farli diventare patrimonio di tanti».
Troppo per gli occhiuti dirigenti Rai (e non solo per loro…). Perciò basta con Pietrangelo e spazio ai plaudenti, ai prudenti, agli allineati. Ai timorosi. Agli sfigati. A tutti i poveretti che non danno fastidio a una narrazione decisa altrove. Le intelligenze indipendenti talvolta danno fastidio, certo, ma non è colpa loro se chi finge di comandare non è intelligente. E poi non rompete gli zebedei sulla vera o presunta egemonia sinistrosa…. Consolatevi con Bruno Vespa.





