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Home L'Editoriale

Le ragioni indicibili di una guerra crudele

di Maurizio Bianconi
6 Marzo 2026
in L'Editoriale
1
Le ragioni indicibili di una guerra crudele
       

Sulla guerra in Iran molta polemica spicciola e schermaglie perlopiù inutili. Meglio fare il punto su cause e motivazioni. Nel modo più semplice e sintetico. USA: se gli americani vantano un primato storicamente indiscusso è la capacità di motivare in guisa quasi fascinosa le azioni compiute a danno di stati terzi, ma anche di nemici interni.  Sempre buoni contro cattivi e per ragioni apparentemente giuste. In questo caso sono rimasti a corto – o meglio a lungo – di argomenti. Molte le cause addotte, indice di giustificazioni incomplete e malpensate. Stop programma nucleare Iran, bloccare i gruppi armati sostenuti da Teheran in Medio Oriente, far cadere il regime teocratico.  I commentatori ne hanno aggiunte altre, fra le quali rinsaldare il rapporto con Israele o indebolire Cina e Russia.

Inspiegabilmente non è comparsa la vera causa della guerra totale scatenata da Trump. Il First America prevede una ripresa della produzione industriale e il dominio del commercio mondiale. Il trasporto delle merci si svolge per mare per il 90%. Il controllo delle rotte, degli stretti e degli itinerari migliori divengono essenziali per quel target.  Ecco le pretese sulla Groenlandia, il ritiro russo dai porti della Siria e il rapporto con Arabia, Emirati, Egitto per il contollo del canale di Suez. Infine il reimpossessamento del canale di Panama. Lo stretto di Hormutz passaggio fondamentale per merci e per il 20 % del greggio e del gas diviene elemento dirimente nelle strategie di Trump. Quel braccio di mare è sotto il controllo dell’Iran. Anomalia gravissima da eliminare. 

Iran. Qui sfugge ai più l’essenza della questione. Come è noto l’Islam è suddiviso ( in estrema semplificazione)  in due scuole di fede: gli Sciiti e i Sunniti. Confessioni a loro volta formate da varie famiglie. Gli sciiti sono una minoranza agguerritissima (15% ) che vanta come leadership l’Iran, repubblica teocratica armata fino ai denti, in odore di potenza nucleare. Le sue gemmazioni sono i terroristi Hezbollah in Libano, Houti in Yemen e anche Hamas (non sciita ma parto dell’Iran), fino ai talebani afghani. Sunniti sono Egitto, Emirati, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Turchia. Esiste un conflitto permanente e aperto fra le due parti per il primato sul mondo islamico. Primato che si è fondato per il proprio prestigio soprattutto nella  contrapposizione verso gli infedeli occidentali e Israele e nelle azioni conseguenti. Di talchè ogni iniziativa bellica, ogni atto terroristico, ogni attentato ha come obiettivo apparente nei fini ma concreto nei fatti gli occidentali e gli ebrei. L’obbiettivo politico e reale è invece l’accrescimento dell’autorevolezza nel mondo islamico e negli islamici nel mondo. 

Sicchè l’Iran gonfia il petto contro Usa, Occidentali, Israele ma prima di tutto per sconfiggere i Sunniti, i nemici veri e concorrenti per la supremazia su un miliardo e mezzo di persone sparse nel mondo. Il cosidetto ‘allargamento ‘ del conflitto operato con l’inclusione negli obiettivi di Emirati, Arabia, Turchia (con il finto equivoco del missile destinato altrove) corrisponde alla necessità di indebolire il primo vero nemico (sunniti) in una congiuntura di particolare sofferenza della credibilità sciita. Un messaggio più che in bottiglia in missili.

Israele: si è convinti che Israele di questa recrudescenza ne avrebbe fatto volentieri a meno. Perlomeno adesso, quando cioè Gaza si è tradotta in discredito mondiale e i cittadini sono provati dallo stato di guerra permanente. Tuttavia se guerra deve essere che guerra sia. E irrompe nel più fastidioso dei fronti, il Libano meridionale. Cercherà comunque di trarre il maggior vantaggio possibile dalle contingenze che gli consentono di ripararsi dietro lo scudo americano primo obiettivo del bombardamento dell’opinione pubblica mondiale.

Russia e Cina: quanti continuano a tirare in ballo le contrapposizioni U.S.A. Federazione russa, Repubblica popolare cinese mostrano di non aver inteso le mutazioni in corso che portano in auge l’adagio ‘cane non mangia cane’.  C’è sicuramente competizione per le aree di influenza, ma anche più o meno tacita convivenza fra i tre poli ormai costituiti che si stanno dividendo il dominio planetario. Ci saranno danni secondari ( niente droni  iraniani per la Russia  belligerante difficoltà nella circolazione delle merci e altro), ma la sostanza resta quella. Ai piani alti si contende non si combatte. La vocazione imperiale dell’Iran non fa certo piacere a nessuno. Che le cose dunque vadano come è destino che vadano. Parole a sostegno sì ma niente fatti.

Europa: il dato che tutti sembrano ignorare è che l’Unione Europea non ha per sua regola una politica estera comune. Pare impossibile che nessuno si sia accorto che non esistono ambasciate e ambasciatori UE. Che invece ci sono ambasciate e ambasciatori dei singoli stati membri. Che per la politica estera ogni stato membro è sovrano e non c’è vincolo alcuno. Che la responsabile esteri dll’UE è soltanto una portavoce di eventuali posizioni unanimi espresse dal Consiglio.  Le posizioni dei singoli stati più importanti e anche della Gran Bretagna riflettono l’ambizione dichiarata in chiaro di realizzare il proprio interesse nazionale. Auspicabile che l’Italia segua la stessa stella polare e con la stessa determinazione e linearità.

Tags: guerreIranUSA
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Commenti 1

  1. Piero says:
    5 mesi fa

    Sicuro della grafia “hormutz”? La vedo per la prima volta. Saluti

    Rispondi

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