Cari compagni, quest’anno ho scritto un libro che è molto piaciuto alla stretta cerchia delle mie conoscenze e che vorrei far conoscere ad una più vasta platea. Ho bisogno di una pubblicità, di quella tambureggiante che solo voi sapete e potete fare. Il mio libro si intitola “Il terzo colpo”, edito da Nardini editore Firenze. Ha il torto di essere solo un noir e di essere stampato da una casa editrice seria ed apolitica. Vorrei tanto da voi che faceste qualcosa per mettermi all’indice, per avere un boicottaggio della vendita del libro, che poteste chiedere di essere escluso da qualsiasi promozione editoriale.
Perché vedo che funziona molto bene, che c’è un ritorno pubblicitario estremamente efficace. Prendiamo il caso di Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra del teatro La Fenice di Venezia, accusata di “melonismo”. Da quando è stata boicottata dai sindacalisti comunisti, presenti nell’orchestra, le prenotazioni alla prossima stagione musicale hanno subito un’impennata di abbonamenti come non si registrava da anni.
E che dire di Vannacci ? Era un generale molto conosciuto nel suo ambiente di militari, ma fuori di lì non se lo filava nessuno. Ha scritto un libro che si è fatto pubblicare da Amazon, dal titolo “Il mondo al contrario”, che in pochi avrebbero letto, e che era una summa di ovvietà scritte molto bene, se qualcuno nel PD non lo avesse notato ed accusato di rappresentare l’apologia del razzismo, con tanto di pubblica denuncia. Apriti cielo ! Il libro ha subito raggiunto vette di vendite inaspettate, uno dei libri più prenotati su Amazon, magari nemmeno letto. Da qui all’elezione al Parlamento Europeo il passo è stato breve, ed il nostro generale Vannacci si è sistemato per il resto della sua vita.
E vogliamo aggiungere il caso del boicottaggio di due case editrici di destra alla rassegna libraria “Più libri, più liberi “? Per “Passaggio al bosco” e “L’idrovolante” , gli intellettuali di sinistra hanno chiesto l’espulsione dalla rassegna, perché considerate “fasciste”. Non solo le due case editrici non hanno subito alcuna espulsione, ma i due stand sono stati assediati dai curiosi e non hanno mai venduto così tanto, magari anche libri pallosi.
Anche a me farebbe piacere subire un simile trattamento da voi. Potreste darmi del “fascista”, il nero va bene su tutto, ma mi sembra un’accusa obsoleta, che secondo me non mi si addice. Accusarmi di essere un “suprematista bianco”, andrebbe molto di moda, sarebbe un buon suggerimento ma come medico mi è capitato di curare vecchi e bambini in Africa, quindi non se ne fa niente. Per di più non sono mafioso, nemmeno sionista, anche se mia madre era una delle migliori amiche della senatrice Segre. Frequento anche degli amici dell’onorevole Fiano, che non conosco, ma arrivare a dire che potrei essere sionista mi risulta difficile. Ecco forse andrebbe bene l’accusa, molto scontata ma funziona sempre dalle vostre parti, di essere uno sporco reazionario di destra; sporco per modo di dire se faccio la doccia tutti i giorni.
Caro Zerocalcare, so benissimo che sono un poco illustre sconosciuto per lei, ma faccia un’eccezione, dica in pubblico anche solo una volta, che con un autore come me, cambierebbe marciapiede al solo pensiero di potermi incontrare. Lo faccia, così tanto per fare, e le sarò immensamente grato. Caro Paolo Berizzi, mi inserisca nelle sue liste di proscrizione, un nome in più non le costerebbe molto, sarebbe un’ottima referenza per me; pensi essere in quelle liste sarebbe più facile per ogni tipo di condanna. Un’ottima pubblicità.
Caro Michele Serra, pensa un po’ a me. Hai una rubrica importante, una stroncatura sarebbe manna per il sottoscritto. Ti do del tu perché siamo gemelli, nati lo stesso giorno dello stesso anno, tu a Roma ed io a Milano. Abbiamo frequentato entrambi il Manzoni, entrambi simpatizzanti per il “Quarto Gruppo”, un raggruppamento studentesco anticomunista che fronteggiava e batteva nelle assemblee sessantottine il Movimento Studentesco. Ecco, io potrei essere accusato ancora oggi di saltellare cantando “Chi non salta comunista è”, cosa che credo ti possa infastidire. Accusami di quello, censurando il mio libro, mi raccomando.
Vi ringrazio per tutto quello che potrete farmi, solo sappiate che non potrò mai ricambiare. Io non censuro nessuno.





