Tra tutte le idiosincrasie europee, quella contro l’uso dell’aria condizionata è forse la più ossessiva. Molti sono contro per ragioni energetiche, per contenere i consumi e “salvare il pianeta” (sono quelli che pure si fanno poche docce…). Ma la frase più diffusa, specialmente in Italia, è quella di ripetere che l’aria condizionata “fa male”. A cui si potrebbe rispondere, ricalcando la famosa battuta di Andreotti, che l’aria condizionata fa male … a chi non ce l’ha.
L’Europa è diventata la campionessa mondiale per i decessi da calore. Infatti, il nostro continente è quello con il minor numero di giorni caldi, ma è il primo per mortalità da calore. Solo nel 2022 abbiamo registrato 61mila decessi per calore in Europa.
È vero che, rispetto agli altri continenti, in Europa c’è un’alta percentuale di persone anziane, molto più vulnerabili alle ondate di calore. Infatti, in Europa, gli over 65 rappresentano circa il 93 per cento delle morti da calore. Ma l’età spiega solo una piccola parte del divario. Anche negli Stati Uniti l’età media della popolazione sta aumentando, e il Giappone è ancora più vecchio di entrambi—eppure il rischio di morire per il caldo in Europa è drasticamente superiore.
La vera spiegazione sta nell’uso dell’aria condizionata. In tutto il continente europeo, solo circa un quinto delle case ha l’aria condizionata, contro quasi il 90 percento negli Stati Uniti e oltre il 90 percento in Giappone. Il forte caldo uccide, specialmente i più fragili, ma danneggia anche le nostre prestazioni cognitive, che si riducono in media del 2% per ogni grado in eccesso di 25°C. Equipaggiare le case di cura, i reparti ospedalieri e le case per anziani fornirebbe la maggior parte dei benefici a un costo contenuto. L’Europa non ha bisogno dell’aria condizionata in ogni casa o ufficio per salvare migliaia di vite.
A chi crede di salvare il pianeta soffrendo il caldo e riducendo qualità di vita e produttività, va ricordato che i numeri, almeno in UK, mostrano il contrario. Questa analisi del Centre for British Progress mostra che la domanda di elettricità nel Regno Unito raggiunge il picco nei mesi invernali e continuerà a farlo con l’elettrificazione del riscaldamento. Un aumento della domanda di aria condizionata può sfruttare questa capacità di rete disponibile in estate. Infatti, l’uso più ampio dell’aria condizionata può aiutare a bilanciare la rete e sostenere la cosiddetta green transition, poiché il suo profilo di domanda è ben allineato al picco estivo della produzione di energia solare.
L’avversione autoinflitta dell’Europa per l’aria condizionata tradisce un’ostilità più profonda nei confronti dell’energia e del progresso stesso. Purtroppo, l’alto rischio di mortalità da calore in Europa ed il minore uso dell’aria condizionata riflettono precise politiche governative. Queste politiche e regolamentazioni sono il riflesso di un’ideologia della decrescita energetica — una che tratta ogni kilowattora come un vizio anziché una virtù per migliorare la vita umana.
In pratica, l’Europa ha dato molta priorità all’isolamento termico degli edifici e al raffreddamento passivo. Al contrario, il raffreddamento attivo tramite un condizionatore, anche quando funziona con “energia pulita” (ad esempio l’energia solare), è stato scoraggiato. Le conseguenze negative di queste pessime ideologie – guarda caso tutte di Sinistra “woke” – sono oggi sotto gli occhi di tutti.
Reagiamo! Make Italy Cool Again.





