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Home L'Editoriale

Meglio “Dunkirk” o “Mediterraneo”? I patrioti e i cialtroni

di Piero Visani
6 Settembre 2017
in L'Editoriale
1
Meglio “Dunkirk” o “Mediterraneo”? I patrioti e i cialtroni
       

Smarrimento e vuoto. Questa è la sensazione che oggi pomeriggio mi ha accompagnato, dopo la visione del film Dunkirk, di Christopher Nolan. La pellicola è certamente bella, molto coinvolgente ed empatica, con un ritmo molto serrato, ma a me ha lasciato una sensazione di assoluta incompiutezza.
        Personalmente, detesto la visione empatica e quel tentativo di coinvolgimento a tutti i costi dello spettatore che cerca di colpire la sua pancia e/o la sua emotività, più che il suo cervello, così come non mi ha per nulla convinto la costruzione “a stanze”: la spiaggia, il battello civile di soccorso partito dall’Inghilterra, il volo degli Spitfire.
       Più volte mi sono chiesto che cosa possa capirci, considerati i livelli odierni di cultura storica (non parliamo poi di cultura militare…), uno spettatore immerso in uno spettacolo di cui sa poco, forse pochissimo, e capisce meno. Così, se anche io in certi momenti mi sono fatto rapire dal ritmo e dal susseguirsi degli eventi, alla fine la perplessità mi ha invaso in misura sempre maggiore. E sono giunto all’unica conclusione per me possibile: un film patriottico e direi molto di più, nazionalista. La rivendicazione di una peculiarità insulare che il mio amico Maurizio Cabona, recensendo questo stesso film sulle pagine de “La verità”, ha inteso interpretare come un atto profondamente politico e, per certi versi, pure polemico, contro i nuovi padroni dell’Eurolager, gli stessi di allora. Gli stessi – se mi è concesso – super-ottusi di allora…
      Se questa, con gli opportuni correttivi, può essere considerata la pars destruens, c’è tuttavia – e qui il film dà il meglio di sé – la pars construens, la deliberata e marcata rivendicazione nazionale, la sensazione di un popolo che sa mobilitarsi, se richiesto di farlo, perché è perfettamente consapevole che la fede nei comuni ideali è il perfetto punto di incontro tra pubblico e privato, e che, quando le classi dirigenti lanciano l’appello ad una lotta condotta senza possibilità di resa sulle spiagge, sulle colline, addirittura nei territori dell’impero, se la madrepatria dovesse essere occupata, non lo dicono per dire, ma perché ci credono.
       La mia mente è corsa – inevitabilmente – a quello stesso periodo storico, alle fughe a Pescara e a Brindisi di una classe dirigente indegna e vile, ai soldati abbandonati a loro stessi e al loro destino, al “si salvi chi può” lanciato quando la nave era affondata ma i comandanti si erano già messi in salvo.
        E la mia mente è corsa anche alla cinematografia perché, per un Christopher Nolan che riesce a realizzare “Dunkirk” ancora nel 2017, noi siamo riusciti a produrre al più “Mediterraneo” (1991) di Gabriele Salvatores, vale a dire uno dei film più infami mai prodotti sulla partecipazione italiana al secondo conflitto mondiale, un film che ha vinto l’Oscar perché ha saputo rappresentare alla perfezione, se non proprio come siamo, come il mondo esterno ci vede, ovvero come “i cialtroni di Cialtronia”, quelli che “giocano una partita di calcio come una guerra e combattono una guerra come una partita di calcio”. Quelli che “mancò la fortuna, non il valore”, perché ad El Alamein presero palo… Quelli che si sarebbero fatti venire a soccorrere – che so io, in Tunisia nel maggio 1943 – da una flotta militare pronta ad inalberare il pennello di resa… Quanto alle imbarcazioni private, poi, è talmente spiccato il senso di identità e appartenenza nazionali che non se ne sarebbe mossa una, per venire in soccorso delle truppe in ritirata.
E’ innegabile che spesso “Dunkirk” non si sottrae alle trappole della retorica, ma io non sono uno di quelli che pensa che siano “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”, per la semplice quanto logica ragione che, là ove i popoli non avranno eroi da imitare, imiteranno cialtroni, delinquenti, ladri e mafiosi. A me un Paese molto specifico dove questo processo è andato inarrestabilmente avanti e si prepara ormai agli ultimi, decisivi passi, è venuto in mente. E a voi…?
Tags: Christofer NolancinemaDunkirk filmGran BretagnaMaurizio Cabona
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Commenti 1

  1. fabio says:
    9 anni fa

    beh…. nel 2002 è uscito anche ‘El Alamein la linea del fronte’, film italianissimo e bellissimo. io penso anche a quello

    Rispondi

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