È appena uscito, edito da Straborghese, l’ultimo libro di Gennaro Malgieri, Parole del tramonto. È un viaggio tra sacro, identità, malinconia e amore. In un’epoca dominata dall’apparenza, la difesa della cultura, della spiritualità e della libertà per l’autore diventano punti fermi dell’esistenza unendo pensiero e azione, memoria e futuro rivolgendosi a Dio, all’Europa e alle radici della nostra civiltà. In questo libro troviamo il ritratto di un intellettuale, un autentico conservatore che ha vissuto la politica come missione, la cultura come salvezza e i libri come ultimo rifugio contro il tramonto di una società sempre più svuotata di memoria e coscienza civile. La modernità appare come una seducente anestesia collettiva e la lettura un “atto rivoluzionario”.
Nella memoria e nel cuore dell’autore convivono due mondi, Parigi, simbolo di una civiltà ormai sbiadita, e Solopaca, il borgo dove è nato, custode di radici, infanzia e sogni autentici.
Come le tessere di un mosaico gli aforismi in questa raccolta di Gennaro Malgieri si uniscono per darci un’itinerario che ci porta ad affrontare i grandi temi dell’esistenza: Dio, la bellezza, la musica, l’amore, il tempo, la memoria e la crisi della modernità attraverso la nostalgia del sacro e la critica del presente. Per l’autore il rapporto tra uomo e divino acquista il significato più profondo attraverso la musica: Bach, Mozart, il jazz, il ritmo dei tamburi sono simboli di una spiritualità smarrita riducendo ogni esperienza umana a consumo, mercato e materialità. E l’amore. L’amore impossibile, la rinuncia, il rimpianto.
Con una sensibilità profondamente romantica trova in Dante e in Chateaubriand riferimenti ideali e il desiderio irrealizzato non è una sconfitta, ma una forma superiore di fedeltà al sentimento. Questa raccolta di aforismi non vuol essere un trattato filosofico, ma una sorta di diario spirituale in cui le stesse domande vengono poste da prospettive diverse. L’elogio dell’inutilità, la nostalgia del sacro, la critica della modernità sono idee che si ripetono con insistenza generando una certa ripetizione che è il filo conduttore del libro: aforismi incisivi e provocatori che ci portano a meditazioni più ampie e articolate. Meditazioni personali trasformate in interrogativi universali che possono apparire discutibili o fortemente orientate in senso tradizionalista, sostenute da una autentica partecipazione emotiva e da riferimenti culturali di notevole rilievo.
Gennaro Malgieri osserva il mondo contemporaneo con inquietudine. Per questo nella musica, nell’arte, nell’amore e nella fede cerca le tracce di una bellezza capace di resistere al trascorrere del tempo. Questi aforismi appaiono come una confessione intellettuale e spirituale: il tentativo di trovare uno spazio per ritrovare il valore dell’anima, del rispetto e della memoria in un’epoca che, secondo l’autore, sembra averne dimenticato l’esistenza. Sono le riflessioni e la sensibilità di un uomo appartenuto ad “un’altra Italia”, l’Italia dei conservatori. La testimonianza di un uomo che non ha mai rinunciato alla dignità, alla cultura e all’amore per la conoscenza. Tra memorie, passioni, disillusioni e speranze l’autore parla di un tramonto in cui si può ancora custodire la luce.
Un libro che invita a fermarsi, a riflettere e a ritrovare sé stessi.
Gennaro Malgieri, Parole del tramonto, Straborghese edizioni, 2026. Pp.80, euro 12





