Oggi è più che mai necessario avere il coraggio di parlare di ciò in cui crediamo, avere il coraggio di difendere la nostra visione del mondo e i valori che muovono le nostre vite. Avere questo coraggio è fondamentale in un tempo in cui i nostri nemici premono con tutte le loro forze per mettere a tacere la nostra voce. I continui richiami all’antifascismo militante, gli attacchi fisici e verbali, l’impossibilità ad ottenere spazi di qualunque tipo, la gogna mediatica e le ritorsioni giudiziarie sono all’ordine del giorno. Non è solo questione italiana, è questione europea. L’obiettivo sembra essere realmente la cancellazione della cultura e delle tradizioni del vecchio continente. Abbiamo un nemico da combattere, ma abbiamo anche un mondo da difendere.
I principali campi di battaglia sono cultura, informazione e istruzione (scuola e università). Dal secondo dopoguerra la sinistra ha preso il pieno possesso di questi fondamentali aspetti di controllo e propaganda. Hanno puntato da sempre, e bisogna riconoscere in maniera molto intelligente, sulla gioventù. Lo hanno fatto perché i giovani, soprattutto dagli anni sessanta in poi, si sono dimostrati disorientati e insicuri, alla perenne ricerca di attenzioni e di conferme.
Sempre molto loquaci, invadenti e prepotenti, i militanti di sinistra, posizionati dagli alleati nei posti chiave di cultura, informazione e istruzione hanno sopraffatto tutti coloro che invece preferivano tenere per sé le proprie opinioni. Hanno sottoposto i giovani ad una pressione sociale con lo scopo di conformare intere generazioni alle loro idee e alla loro visione del mondo. Diventare militante o simpatizzante di sinistra era ed è diventato il prerequisito essenziale per l’accettazione sociale e l’accettazione sociale era il primo desiderio dei giovani.
Non importava se i discorsi erano intrisi di violenza, assurdità e negazioni storiche, tutto era superato dalla popolarità che questi comportamenti portavano. Tutto era compensato dall’inserimento in un mondo che diventava rapidamente successo sociale e, spesso, anche professionale. Più occupavano posti nella pubblica amministrazione e nei media, più accrescevano il loro potere.
La sinistra è stata molto più intelligente di noi nel comprendere la psicologia dei giovani e il potere che deriva dal controllare il pensiero e i comportamenti delle persone. D’altronde hanno avuto un’ottima scuola nell’Unione Sovietica, dalla sua fondazione, sino all’epoca di Krusciov. Manifestazioni continue, gruppi di discussione, assemblee, seminari, articoli, pubblicazioni di ogni tipo (dal volantino al libro), trasmissioni televisive e, recentemente, social network: un bombardamento costante di parole, immagini e notizie, utili prima a disorientare i giovani e poi a conformarli ad un ideale che la storia ha già sepolto da tempo.
I giovani purtroppo hanno un grande difetto, tranne alcune rare e lodevoli eccezioni, tendono a credere a qualsiasi bugia e a commettere qualsiasi atto scellerato pur di ottenere e mantenere l’approvazione del gruppo. Questo gruppo può essere un partito, un sindacato o addirittura l’intera società. Nella maggior parte dei giovani il bisogno di essere considerati e accettati è nettamente più forte sia della ragione che dell’istinto.
E allora oggi si fa impellente la necessità di dire la verità, di avere il coraggio morale di difendere e diffondere ciò in cui crediamo, di fronte ad un male che ci ha portati al disastro odierno. Un male che non intende arretrare di un centimetro, anzi, rilancia e ci attacca in ogni ambito.
È essenziale parlare e non arretrare, perché il loro successo e la loro prepotenza derivano dall’assenza di una vera opposizione, di un’opposizione efficace e credibile. Finchè nessuno avrà il coraggio di parlare, la bufala funzionerà. Tutto ciò di cui c’è bisogno sono esempi quotidiani di coraggio e onestà. Se riuscissimo ad aprire gli occhi ad un solo giovane ogni giorno, attraverso il nostro esempio, le nostre azioni e le nostre parole, allora avremmo davvero svolto il nostro compito. Dobbiamo batterci per la verità e abbattere il muro di illusioni e menzogne costruito dalla sinistra. Dobbiamo dare una nuova speranza alle nuove generazioni, per l’Italia e per l’Europa. Nulla è perduto.





