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Togliere le accise sulla benzina si può. Basta volerlo….

di Maurizio Bianconi
29 Luglio 2026
in Il punto
1
Togliere le accise sulla benzina si può. Basta volerlo….
       

Pensavo che un tempo di silenzio dopo anni di vox clamantis in deserto fosse logico e possibile. Ebbene no. Succedono cose da paura nella perfetta indifferenza e nella colpevole complicità che non consentono-perlomeno al mio foro interno- il silenzio.Non parlo, sia chiaro, della F.I.G.C., cioè di calcio, delle sue scelte peregrine, dei suoi rinculi più che pietosi, quasi comici, nè del parterre de roi di quel consesso e di quel mondo. Così stando le cose è chiaro che soltanto Lapo Elkann, in versione Ubaldo Pantani, potrebbe venire a capo della situazione da commedia degli equivoci, i cui registi, attori, comparse, soggettisti dovrebbero sapere che per i calciofili vale la massima ‘Ccà nisciuno è fesso.’

No, parlo di roba ben più grave: carburanti,accise iva e bugie. Con avviso a registi, attori, comparse, soggettisti e mandanti che ‘Ccà mica tutti songo fessi’. La bufala del giorno, inaccettabile e subita acriticamente, la fotografa un titolo di un quotidiano di opposizione (si fa per dire): “ Mancano i soldi per abbassare il costo della benzina”.

Bene si sappia che I SOLDI CI SONO PER AZZERARE LE ACCISE E L’IVA PER BENZINA E GASOLIO.

Che non ci siano i soldi è una menzogna spacciata per verità, con lo stesso spirito truffaldino di coloro che dicono che la crescita si misura con il PIL. Stessa menzogna, stessi mentitori, stessi creduloni, stessa bandwagon. Stesso fine : Conservare i criteri contabili cari alla speculazione a banche, multinazionali, UE, funzionari arretrati, classe politica disponibile, a spese di un paese ormai popolato da servi della gleba, sottopagati e vessati per la gloria e il benessere dei neofeudatari che cavalcano algoritmi, banche, speculazione e tengono al guinzaglio una classe politica comodamente assisa dove sta grazie alla violazione delle promesse e alla mancanza del coraggio che aveva assicurato di saper esercitare..

Nel modo più semplice possibile cerco di spiegare bugia e cause. Lo Stato incassa dai carburanti, circa 43-46 miliardi di € annui (suddivisi in 25-28 miliardi di accise e 15-18 miliardi di IVA). In fase precrisi, per ottemperare in modo supino a una direttiva Ue, l’accisa sul gasolio è aumentata del 9%, favorendo la fase inflazionistica

Lo Stato stamattina come domani e via così, ha disponibile liquidità di breve periodo per circa 60 miliardi di €. È il “Conto Disponibilità” della Tesoreria dello Stato presso la Banca d’Italia. Sono i soldi liquidi che lo Stato accantona per garantire che in caso di defaillance possa onorare i debiti.

Poi sono nella disponibilità dello Stato i fondi gestiti da CDP (200-300 miliardi di €). È la massa monetaria totale gestita da Cassa Depositi e Prestiti, costituita in gran parte dal risparmio postale degli italiani. Il fabbisogno massimo richiesto per le abolizioni di iva e accise è,si è visto 43- 46 mld €,ANNUI che media mese sono 3;6/3,8 miliardi €.

Cioè a dire che per conto economico, in economia reale, massimo 4 mld mese sarebbero sufficienti per avere carburante a 0,8 /1 euro litro DA SUBITO. Se questo accadesse le implicazioni su inflazione, costo merci, risparmio, investimenti, disponibiltà per i consumi darebbero i loro effetti se non da subito, nei 60/90 gg , con aumento del gettito IVA ( ma ‘sano’ non deprivante), riduzione inflazione, aumento disponibiltà per imprese e famigile, con conseguente competitività internazionale. Oltre aumento a scadenza del gettito per imposte dirette.

Cosa osta? Le sovrastrutture funzionariali e finanziariste, i vincoli contabili e le regole UE. Per i numeri teorici della contabilità di Stato ed Eurostat, quei 60 miliardi della Tesoreria debbono restare giacenti per avere la garanzia che l’Italia pagherà stipendi, pensioni e scadenze dei BTP. Che peraltro ha SEMPRE PAGATO senza ricorrere alla cassa di riserva.

Dunque non si possono prelevare 4 miliardi mese da un fondo che ne ha 60 e per 2 /3 volte,per uscire da questo pantano. Ma si può affondare il peculio degli italiani e le attività economiche, per un divieto formale che è possibilissimo non rispettare. Si trascurano un’emergenza conclamata e interessi nazionali prevalenti e evidenti, per stare da bravi soldatini contaniente allineati su posizioni sbagliate per la nazione, ma soprattutto più che dannose.

Non è finita qui. Per utilizzare proficuamente quel denaro disponibile, secondo i geni stipendiati a Bruxelles, lo stato dovrebbe tagliare spese corrispondenti per le diavolerie formali che vanno tenute in non cale se si desidera che l’Italia non affoghi nei distinguo di tecnici non solo conservatori ma sostanzialmente superati. Così secondo questi distruttori di ogni cosa, buon senso compreso, chiedono tagli di spesa sociale, scuola, cultura per spendere soldi che GIÀ CI SONO. Solo per tenere in equilibrio i loro conti teorici.

Sembrerebbe un mondo di matti, invece è un consesso di bugiardi pericolosi . Come affermano gli esperti che ammettono come fattibilissimo quello che propongo, forse manca una condizione: una classe politica e un governo all’altezza, coraggioso e di parola.

Tags: accisepetroliotasse
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Commenti 1

  1. Rodolfo Scopece says:
    3 mesi fa

    VALIDISSIMO RAGGIONAMENTO IN UN PAESE DOVE DOVREBBE DA PARTE DI CHI GOVERNA L’AMORE PER IL PROPRIO POPOLO PER LA PROPRIA NAZIONE.

    MA QUESTA E’ L’ITALIA DEI BUGIARDI E EGOISTI DEL LORO MISERO POTERE RAGGIUNTO, COMPLICE PERO’ UN POPOLO CHE NON SA RIBBELLARSI MAI.

    Rispondi

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