Nel corso della notte e nelle prime ore del mattino nuovi attacchi combinati di missili e droni hanno colpito diversi Paesi del Golfo, obiettivi principali le basi statunitensi e gli aeroporti. Si segnalano le prime vittime. La morte dell’imam Khamenei ha provocato numerose manifestazioni di massa in Iran, in segno di lutto e di sostegno al regime. E si registrano le prime reazioni internazionali: in Iraq disordini e scontro con le forze di sicurezza a seguito dei tentativi dei manifestanti sciiti di raggiungere le sedi diplomatiche statunitensi. Il rischio che entrino in azione le milizie filo-iraniane è alto. In Pakistan preso d’assalto il consolato Usa di Karaki.
Al largo delle coste dell’Oman è stata colpita da almeno due droni la petroliera Skyligh, unità che naviga sotto la bandiera delle isole Palau. A bordo si è sviluppato un violento incendio che ha costretto i venti membri dell’equipaggio ad abbandonare la petroliera; ci sarebbero diversi feriti. La Skyligh è la prima nave ad essere colpita dopo che i Pasdaran hanno annunciato la chiusura dello stretto di Hormuz come misura di risposta all’attacco israeliano e statunitense. Al momento molte petroliere sono ferme all’imbocco dello stretto in attesa di istruzioni, solo qualche nave isolata ha rischiato l’attraversamento.
L’attacco alla Skyligh quasi certamente all’apertura dei mercati domani mattina contribuirà sensibilmente al previsto rialzo dei prezzi del petrolio e del gas, solo la prima è più attesa conseguenza del conflitto scatenato dagli Stati Uniti e da Israele.





