• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
mercoledì 16 Settembre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Home

Ci sono i radical-chic e i no radical-chic. Noi preferiamo i secondi

di Mario Bozzi Sentieri
1 Maggio 2019
in Home, Società&Tendenze
0
Ci sono i radical-chic e i no radical-chic. Noi preferiamo i secondi
       

Del  radicalismo chic conosciamo moltissimo e non solo per il sempre verde libro che è alla base di questa efficace definizione (“Lo chic radicale” di Tom Wolfe), sintesi dell’innamoramento dei Mondani (ricchi borghesi) per i propri Nemici (Pantere Nere, attivisti sindacali, terzomondisti, eccetera). Frutto dell’età dell’inconsistenza e della banalità – per usare l’immagine di Christopher Lasch (“La cultura del narcisismo”)  – i radical chic hanno finito per scaldarsi alla luce dei propri idoli, venendone assimilati. “L’élite c’est moi”: Bernard-Henri Lévy si incarna sulla copertina del rotocalco patinato, mentre la vulgata radical chic impazza sui mass media, nei salotti televisivi, sulle prime pagine dei quotidiani, segno di rassicurante conformismo e di quieto vivere.

Ma gli altri ? Dei no-radical chic che cosa se ne sa ? Brutti, sporchi e cattivi – secondo la vulgata corrente. Ovviamente incolti, intolleranti, timorosi delle differenze …  In realtà – a ben guardare – i no-radical chic incarnano un’idea, certamente “altra”, ma complessa del mondo, con cui la cultura dominante (ed i mezzi d’informazione ad essa assimilata) prima o poi dovranno iniziare a fare i conti.

I no-radical chic rifiutano il quieto conformismo e l’omologazione corrente. Delle vecchie ideologie non sanno che cosa farsene, usando come metro il buon senso popolare, quella  capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza la realtà, comprendendone  le necessità pratiche, di cui si era – per decenni – perso traccia. I no-radical chic sono orgogliosi della propria individualità, ma ripudiano l’individualismo borghese, neo ideologia di un uomo e di una donna “liberati” dai legami tradizionali (familiari, comunitari, nazionali, religiosi) e sempre più prigionieri delle frustrazioni/depressioni contemporanee.

Al “Dio morto” la vulgata radical  chic ha sostituito desideri e consumi, riprodotti all’infinito, mettendo da parte le autentiche domande sul senso dell’esistenza, sulla forza del “limite”, sulle “ragioni” del Sacro. I no-radical chic  comprendono l’emozione massmediatica per Notre Dame in fiamme, ma ancora di più, guardano con sgomento alle chiese vuote (o peggio trasformate in discoteche). I no-radical chic non si esaltano per le bollicine millesimate e per l’aragosta, preferendo lambrusco e ravioli. Si inquietano per il linguaggio contemporaneo infarcito di inutili anglicismi, rivendicando la loro appartenenza alla Penisola dei mille dialetti. Allo spread oppongono il lavoro quotidiano. Costretti a vivere in una realtà fisicamente  periferica ed anonima, amano la loro terra, quella concreta, segnata all’orizzonte da torri e campanili. Ascoltano la Greta nordica e si chiedono: il vituperato medioevo non aveva già capito tutto ? 

Di zone “grigie” i no-radical chic non sanno che farsene. Cercano e coltivano il sì si no no, pianta malsana per chi è eternamente abituato a mediare e a tutto concedere, nel segno di una progressismo infinito. Essi guardano all’oggi facendo appello ad alcuni principi immortali: il senso della Fede in un Dio ed in una Dottrina, che hanno informato la civiltà occidentale; la Patria quale senso di appartenenza ad una comunità, casa dei Padri, anima e destino spirituale; la famiglia come scommessa e lascito, presente e futuro insieme, carne e Spirito.

Nel senso del relativismo-ideologia è la ricucitura di senso che “agita” i no-radical chic: il Bello, il Buono, il Giusto sono le sfide reali sulla strada di una nuova ricomposizione culturale, sociale e  politica. E’ molto di più di un Progetto e di un Programma. E’ un’aspettativa, quella a cui i radical chic hanno rinunciato, appagati nel loro elitismo senza popolo, quella a cui un popolo guarda, magari inconsapevolmente, in attesa di una nuova élite che  renda palese e concreta questa aspettativa.

Articolo precedente

Bergogliate/ Quelle preghiere che non ho sentito

Prossimo articolo

Filosofia/ G. Thibon, aforismi sapienzali per un ritorno al reale

Mario Bozzi Sentieri

Correlati Articoli

Marco Rizzo ricorda Pino Rauti. Un segnale da un’Italia che s’interroga e (forse) cambia
Pòlis

Marco Rizzo ricorda Pino Rauti. Un segnale da un’Italia che s’interroga e (forse) cambia

di Redazione
16 Settembre 2026
0

Buone notizie. Marco Rizzo, già super o/e iper comunista — dopo un lungo e tormento percorso politico e esistenziale che...

Leggi tuttoDetails
Filosofia/ La lezione sempre attuale di Maria Zambrano

Filosofia/ La lezione sempre attuale di Maria Zambrano

15 Settembre 2026
Tranelli e bufale. Se l’Intelligenza artificiale ci parla di storia…

Tranelli e bufale. Se l’Intelligenza artificiale ci parla di storia…

15 Settembre 2026
Per un turismo delle radici. Piccoli borghi d’Italia, un patrimonio da salvare e rilanciare

Per un turismo delle radici. Piccoli borghi d’Italia, un patrimonio da salvare e rilanciare

14 Settembre 2026
Carica altro
Prossimo articolo
Filosofia/ G. Thibon, aforismi sapienzali per un ritorno al reale

Filosofia/ G. Thibon, aforismi sapienzali per un ritorno al reale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.