La Russia guarda all’Artico e sviluppa ulteriormente la Northern Sea Route (NSR), il corridoio polare alternativo al Canale di Suez. Rosatom, il colosso statale del nucleare che gestisce la rotta lungo le coste artiche russe, ha annunciato di aver rilasciato i permessi di transito a sette navi cinesi dirette in Europa. A breve la compagnia cinese Sea Legend Shipping inaugurerà il primo servizio container regolare tra Cina ed Europa attraverso la rotta artica.
La novità consiste soprattutto nella continuità del servizio. A differenza dei precedenti transiti, effettuati prevalentemente a scopo sperimentale o come operazioni isolate, il programma 2026 prevede una vera linea di collegamento con partenze settimanali durante tutta la stagione di navigazione, resa possibile dallo scioglimento dei ghiacci. Per Mosca si tratta di un passaggio strategico. Da anni Mosca punta a fare della Northern Sea Route una sorta di “nuovo Suez”, capace di ridurre i tempi di navigazione tra Asia ed Europa sfruttando il progressivo arretramento dei ghiacci artici. Finora, però, i costi operativi elevati, la limitata finestra stagionale e la necessità di rompighiaccio nucleari hanno frenato lo sviluppo commerciale della rotta.
Alla luce delle tensioni nel Golfo Persico, con l’instabilità nello Stretto di Hormuz, e dell’aumento dell’incertezza politica e commerciale sulle principali rotte marittime mondiali, la Northern Sea Route sta assumendo un’importanza crescente come corridoio logistico internazionale. L’avvio di un servizio container di linea rappresenta quindi un banco di prova importante per verificare se la rotta artica possa evolvere da collegamento di nicchia a infrastruttura stabile del commercio globale. Un obiettivo che la Russia considera prioritario con buona pace dei suoi rivali, paesi mediterranei inclusi.





