Per la Corea del Sud la blu economy pesa circa il dieci per cento del PIL — tra navigazione, cantieristica, pesca e attività portuali — e il 99,7 per cento dell’interscambio nazionale viaggia via mare. Da qui il forte interesse verso le rotte artiche (che prevede obbligatoriamente una cooperazione con Mosca) ma, alla luce della sua delicata posizione diplomatica e militare, Seul si è sempre mossa con molta prudenza per non irritare l’ingombrante alleato americano. Ha quindi sorpreso la decisione di Seul di utilizzare per la prima volta la Northern Sea Route. Lo scorso 22 agosto la nave PanStar Acro è salpata dal porto di Busan, segnando l’inizio del primo tentativo coreano di traversata commerciale della rotta che costeggia la Siberia artica e collega il Pacifico settentrionale al Mare di Barents e all’Europa. Il mondo è sempre più multipolare.
Trasporti/ La Via della seta come alternativa ad Hormuz e Suez
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