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Giustizia senza giustizia. L’ennesima figuraccia del senatore Scarpinato

di Carlo Maria Persano
10 Ottobre 2026
in Pòlis
0
Giustizia senza giustizia. L’ennesima figuraccia del senatore Scarpinato
       

Una lunga risposta di Scarpinato in video al decreto del gip Santi Bologna (600 pagine) che lo accusa di aver fatto crollare l’indagine sugli appalti di Borsellino (e prima di Falcone). Ma la risposta di Scarpinato è intrisa di contraddizioni pesanti, di giri di parole e, più di tutto, di mancate risposte.

Scarpinato dichiara che l’indagine sugli appalti voleva eliminare l’indagine più alta sulla presa del potere di forze oscure tramite Cosa Nostra. Tutto ciò sarebbe dimostrato dalla presenza di queste forze oscure in via D’Amelio e dal prelievo dei documenti e dell’agenda di Borsellino.

Poi dice di aver telefonato al giudice Natoli per ricordargli di parlare tranquillamente in trasparenza davanti all’Antimafia della riunione che bloccò le indagini di Borsellino.

Che risposte pasticciate e ridicole.

  • Da una parte per l’indagine sugli appalti dice che valesse poco, dall’altra dice che, per quell’indagine doveva morire una fila di politici importante, a partire da Andreotti e suo figlio. Quindi non era poi così leggera come indagine. Deciditi. Ah ah ah
  • Però poi aggiunge che erano politici della vecchia repubblica che i mafiosi volevano sostituire con dei nuovi politici, praticamente gli attuali. Quindi, era inutile ammazzarli, visto che sono stati comunque sostituiti (con le elezioni)? Dimentica che il suo partito, il M5S, farebbe parte dei nuovi politici creati dalla mafia, secondo lui. Ah ah ah
  • Poi Scarpinato non spiega come mai, ammazzati Falcone e Borsellino, visto che le indagini sugli appalti crollarono (come afferma anche il gip Santi Bologna), non fu più ammazzato nessun giudice. Alla mafia non fregava niente delle indagini di Scarpinato? Erano tutta fuffa?
  • Scarpinato poi dice di aver parlato con Natoli solo per ricordargli gli eventi della riunione contro Borsellino, e non per concordare una stessa versione, ma esclude che Natoli potesse affermare qualcosa di diverso da quello che lui gli stava “ricordando”. Ah ah ah
  • Scarpinato dice che i poteri oscuri erano presenti in via D’Amelio e agirono in fretta subito dopo il botto portando via i documenti dall’auto di Borsellino. Vero, peccato che non portarono via documenti sull’eversione perché Borsellino credeva nella pista degli appalti, la stessa pista che Scarpinato aveva bloccato cinque giorni prima dell’attentato. Quindi, i poteri oscuri, a vantaggio di chi agirono? Sono gli stessi che hanno fatto volare David Rossi giù dal quarto piano? A favore di chi?
  • A un certo punto Scarpinato sembra negare che il 14 luglio 1992 bloccarono l’indagine di Borsellino. Peccato che ha da poco dichiarato di averla bloccata in una lettera a Capezzone. Ha persino detto che l’archiviazione offre il vantaggio di non essere una misura non definitiva. Ah ah ah
  • Ma poi Scarpinato non risponde alla domanda principale che proviene ormai da ogni dove: “Perché non lasciò andare avanti Borsellino in un’indagine parallela, mentre lui e gli altri giudici proseguivano nella fumosa indagine sull’eversione?”.
  • Ancora Scarpinato non risponde sui suoi affari personali con la famiglia Fauci quattro anni dopo via D’Amelio. Non ci dice se Salvatore Fauci era un indagato da Borsellino la cui indagine fu bloccata da Scarpinato. Non ci dice se Salvatore Fauci era in contatto con Angelo Siino. Non ci dice se Angelo Siino era il ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra.

Insomma, Scarpinato risponde in modo confuso e contraddittorio, ma, più di tutto non risponde sui due punti più importanti. Vuoi rispondere adesso, Scarpinato?

Tags: giustizia italianamafiamagistraturaPaolo Borsellino
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