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Grandi ritorni. Marine Le Pen di nuovo in testa ai sondaggi. E Macron si preoccupa

di Gian Micalessin
12 Maggio 2019
in Europae, Home
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Grandi ritorni. Marine Le Pen di nuovo in testa ai sondaggi. E Macron si preoccupa
       

Fino a pochi mesi fa Marine Le Pen era l’ombra di se stessa. La doppia sconfitta incassata per mano di Emmanuel Macron alle presidenziali del maggio 2017 e il bis delle legislative di un mese dopo quando portò in Parlamento solo otto deputati sembravano averla condannata alla marginalizzazione. Oggi quei timori sono solo un brutto ricordo. Marine Le Pen e l’ex Front National, ribattezzato Raggruppamento Nazionale (RN) svettano in testa ai sondaggi per le europee mentre l’ombra della disfatta si allunga su Macron.

Marine Le Pen

Una disfatta amara visto che il definitivo sorpasso, siglato dal 22 per cento della Le Pen contro il 21,5 del presidente, arriva nonostante i provvedimenti straordinari, tra cui un taglio delle tasse da 5 miliardi di euro, annunciati da Macron per contenere malcontento e proteste dei gilet gialli. La rinascita di Marine Le Pen non è stata facile. Il suo ritorno in testa alle preferenze dei francesi è il frutto della meticolosa rifondazione di un partito che all’indomani della doppia sconfitta sembra destinato a lacerarsi. L’allontanamento di Florian Philippot, l’ex-braccio destro, vice-presidente del Front National e consigliere personale della Le Pen, sbattuto fuori dalla stessa Marine nel settembre 2017 è il segnale di una situazione ormai critica. Le “de-diabolisation”, il tentativo di combattere la cosiddetta “demonizzazione” affidato allo stesso Philippot è chiaramente fallito. E la vittoria del debuttante Macron, conquistata contrapponendosi alla “donna nera” è lì a dimostrarlo. Ma a preoccupare Marine sono anche le fronde interne.

Philippot da tempo non piace più a gran parte del partito. E lui, gaullista e gay dichiarato, si sente sempre più un estraneo. La “de diabolisation” (de-demonizzazione) non ha funzionato anche perché Marine Le Pen s’è ben guardata dal seguire le ricette indicategli del giovane funzionario, oggi 38enne, formatosi all’Ena, la scuola della grande burocrazia di governo francese. Philippot intende accelerare l’abbandono dell’euro e dell’Europa ammorbidendo, invece, quelle posizioni identitarie e anti immigrazione che pur garantendo voti gli attirano accuse di razzismo ed estremismo. Ma per Marine Le Pen che ha rinunciato a pretendere l’uscita dall’Euro e dall’Unione per promettere invece un cambiamento dall’interno delle regole di Bruxelles quella è un’eresia. Un’eresia ancor più pericolosa perché “Le Patriotes” è chiaramente l’embrione di un nuovo gruppo basato su quelle idee di Philippot che trovano poco ascolto nel Front National.

La decisione con cui il 21 settembre 2017 Marine allontana l’ex braccio destro comporta non pochi rischi. Il primo è che Philippot riesca a far trasmigrare quadri e militanti nella sua formazione”. Il secondo è che “Le Patriotes” diventino l’anello di congiunzione con i gollisti dando vita ad un alleanza capace di disintegrare il Front National. Per questo Marine nel marzo 2018 convoca il congresso di Lille, butta alle ortiche il vecchio nome e torna in lizza con l’appellativo di Raggruppamento Nazionale (Rassemblament National). Sulle prime il giochino non sembra funzionare.

Nel maggio 2018 il partito precipita al 15 per cento nei sondaggi rispetto al 21,3 per cento del primo turno delle presidenziali. Ma nel novembre 2018 allo scoppio della rivolta dei “gilet gialli” la Le Pen dimostra tutto il suo fiuto e la sua innata abilità politica gettando le basi per la resurrezione.

Davanti ad un movimento scaturito dalla pancia profonda della Francia pronto non solo a far la guerra a Macron, ma anche a portar avanti quelle idee anti globalizzazione da anni bandiera del suo partito Marine potrebbe cedere alla tentazione di cavalcare l’onda. Ma lei non si fa rapire da facili entusiasmi. Sostiene con fermezza le idee più condivisibili dei gilet gialli come le istanze su salario, difesa dei posti di lavoro e lotta ai grandi gruppi stranieri, ma si guarda bene dall’appoggiarne le manifestazioni violente e, soprattutto, la chiamata a dissolvere le istituzioni per dar vita ad una “sesta repubblica”. Una chiamata che le puzza di sovversione e piace soprattutto ai gilet gialli vicini alla sinistra radicale della France Insoumise (La Francia Indomita) di Luc Melenchon.

La capacità di Marine Le Pen di coniugare il classico bagaglio identitario, sovranista e anti immigranti del suo Raggruppamento con le rivendicazioni sociali, anti-globalizzanti e nazionaliste dei gilet gialli le permette di guadagnare consensi senza ritrovarsi accusata di connivenza con le frange violente del movimento. Una capacità riconosciutale anche da Macron “Marine Le Pen – esclama il presidente davanti ai suoi collaboratori – si è staccata dalla folla. È la migliore e questo deve farci riflettere”.

Le Pen

La conferma della resurrezione arriva a marzo da un sondaggio di Le Monde secondo cui il 71 per cento dei francesi la considera volitiva e il 45 per cento la ritiene in grado di comprendere i problemi dei francesi. Il dato più importante è però quello sugli elettori convinti che il suo partito sia “maturo per prendere il potere”. Un dato balzato al 47 per cento rispetto al 40 di un anno prima. Ancor più decisivo appare il dato raccolto tra le fila della tradizionale destra repubblicana dove il 47 per cento degli interpellati ritiene ora possibile un’intesa tra i due partiti. Un dato storico perché sancirebbe la fine della demonizzazione di Marine Le Pen e dei suoi. Un risultato non da poco soprattutto se paragonato al 38 per cento del 2017 quando a guidare la cura anti-demonizzazione c’era Philippot. Un Philippot che con i suoi Le Patriotes non supera invece l’uno per cento. Risorta dalle proprie cenere Marine Le Pen è dunque pronta non solo alla sfida delle europee, ma anche a quella delle presidenziali del 2021. Anche perché un Macron pesantemente sconfitto potrebbe scegliere, come fece il suo predecessore Francois Hollande di non tornare in ballo per un secondo mandato.

Tags: elezioni europeeEmmanuel MacronFranciaMarine Le Pen
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