Gli Houthi hanno annunciato l’avvio della quarta fase della campagna contro il traffico navale da e per Israele. Vengono ora a cadere le restrizioni sulla nazionalità delle navi in transito nel Mar Rosso: per diventare bersaglio dei droni aerei e navali e dei missili yemeniti sarà ora sufficiente fare rotta verso un porto o provenire da uno scalo marittimo israeliano. Finora le navi attaccate, di cui diverse affondate, erano tutte riconducibili più o meno direttamente a società israeliane. La decisione di ampliare il numero dei possibili bersagli rappresenta un’evidente escalation nello scontro navale in corso nel Mar Rosso.
Tutte da quantificare le conseguenze sull’economia mondiale di questa scelta, finora i danni sono stati notevoli soprattutto per Paesi come l’Egitto – che sconta una riduzione dei passaggi attraverso Suez – e per i porti del Mediterraneo sud-orientale, compresi quelli italiani. Dinanzi alla minaccia Houthi, infatti, molte compagnie di navigazione hanno deciso di fare seguire alle proprie navi la rotta che circumnaviga l’Africa.





