E’ colato a picco il mercantile britannico Rubymar, colpito da un attacco dei miliziani Houti lo scorso 18 febbraio. La nave era stata colpita ad una fiancata, iniziando ad imbarcare acqua. Nessuna vittima tra i membri dell’equipaggio, sbarcati a Gibuti. La perdita della Rubymar rischia di provocare una catastrofe ambientale: la nave, infatti, trasportava 41mila tonnellate di fertilizzanti. Si tratta del primo affondamento provocato dai 45 attacchi condotti dagli Houti dallo scorso mese di novembre, attacchi che hanno prodotto pesanti conseguenze economiche: il traffico navale nel Mar Rosso si è ridotto del 42%, con conseguente aggravio di costi ed allungamento dei tempi di percorrenza per i mercantili della compagnie che, ora, preferiscono circumnavigare l’Africa.
Per l’Italia, in particolare, la riduzione del traffico attraverso Suez si traduce in una contrazione delle attività portuali, ora temporanee ma che potrebbero diventare permanenti nel caso di consolidamento degli approdi nei porti atlantici del Vecchio Continente, e in un aumento di costi.





