Alla fine il governo israeliano ha scelto di proseguire sulla linea dello scontro totale, ignorando le richieste statunitensi: nel pomeriggio sono stati bombardati i sobborghi meridionale di Beirut. Alcune ore dopo è arrivata la risposta iraniana: almeno tre ondate di missili sono state lanciate contro obiettivi in territorio israeliano. Non ci sono ancora indicazioni su danni e/o vittime, ma diversi missili hanno superato le difese antiaeree come mostrano video diffusi in rete. Come prevedibile Tel Aviv ha annunciato attacchi sull’Iran. Donald Trump sembra provare ad evitare una nuova escalation, ma appare altamente improbabile che non sosterrà Israele se il conflitto dovesse riprendere. L’impressione è che il tentativo israeliano di sabotare la trattativa diplomatica tra Stati Uniti ed Iran sia ormai sul punto di riuscire, benché Trump continui a sostenere che un accordo è imminente. È di tutta evidenza che un attacco su Beirut rappresentava una linea rossa per Teheran.
7 ottobre. Netanyahu sapeva ma non fece nulla. Un libro sconvolge Israele
Profondo imbarazzo in Occidente (Italia compresa) e rabbia, tanta tantissima rabbia in Israele. Due ottimi e molto coraggiosi giornalisti israeliani...
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