“C’è ancora tanto lavoro da fare, oggi è stato il primo passo di un lungo e difficile viaggio, ma è stato importante”. Così il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha definito l’incontro svoltosi oggi a Riyad tra le delegazioni statunitense e russa, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione del conflitto in Ucraina.
Per raggiungere questo risultato Stati Uniti e Russia formeranno due squadre di negoziatori incaricati di scendere nei dettagli del piano di pace, documento che – ribadisce Rubio – dovrà rappresentare una soluzione “accettabile per tutti” gli attori coinvolti. Inclusa l’Unione Europea “che – chiosa Rubio -a un certo punto dovrà sedersi al tavolo negoziale dal momento che ha imposto sanzioni contro la Russia”. Una partecipazione necessaria quella dell’Ue, par di capire, non tanto per un ruolo attivo di mediazione, piuttosto per procedere all’inevitabile rimozione delle sanzioni imposte a Mosca.
Quanto al tipo di accordo che Stati Uniti e Russia intendono raggiungere, nessun dubbio per il segretario di Stato Usa: non un “semplice” cessate il fuoco, bensì un’intesa che ponga fine alla guerra “in un modo che sia giusto, sostenibile e duraturo, che non porti a un altro conflitto in due o tre anni”. È interessante notare che nel documento rilasciato al termine dell’incontro sono presenti alcuni punti che evidenziano come il vertice di Riyad si inserisca in un orizzonte ben più ampio di quello – già di per sé rilevante – legato al conflitto in Ucraina: con il vertice saudita Stati Uniti e Russia non solo si impegnano a ricostruire le relazioni bilaterali, ma ad espanderle.
Nel documento, infatti, si legge che le parti hanno concordato “l’istituzione di un meccanismo di consultazione per affrontare le problematiche nelle relazioni bilaterali, con l’obiettivo di normalizzare il funzionamento delle rispettive missioni diplomatiche; (…) la creazione delle basi per una futura cooperazione su questioni geopolitiche di interesse comune e sulle opportunità economiche e di investimento che potrebbero emergere dalla risoluzione del conflitto; l’impegno a mantenere un dialogo costante per garantire progressi concreti nel processo”.
Al termine dell’incontro il ministro degli Esteri russo Lavrov ha definito i colloqui “molto utili”, sottolineando come “ora gli Usa ci ascoltano meglio”. Dal portavoce del Cremlino Peskov è arrivata anche luce verde ad un’eventuale ingresso di Kiev nella Ue: “Stiamo parlando – ha detto – di processi di integrazione economica. Qui, ovviamente, nessuno può dettare nulla a un altro Paese, e noi non lo faremo. Ma naturalmente la nostra posizione è completamente diversa su questioni relative alla sicurezza, alla difesa e alle alleanze militari”.
Ben diverse, invece le reazioni ucraine. Il presidente Zelensky ha annullato la visita in programma per domani a Riyad dopo aver criticato l’incontro russo-americano di oggi.





