All’indomani dei violenti scontri di questa estate, che hanno visto la morte di centinaia di civili, i principali gruppi della comunità drusa presenti nel distretto di Suweyda – nella Siria meridionale – hanno deciso di unificare i diversi gruppi paramilitari della comunità. L’obiettivo era quello di opporre alle forze del governo di Damasco, ed alle milizie beduine e jihadiste ad esso legato, una struttura militare più addestrata e guidata da un unico comando. Sono nate così le “Forze della Guardia Nazionale”, sempre più simili ad un vero e proprio esercito.
La Siria del presidente jihadista al Jolani, a dispetto dei riconoscimenti internazionali che sta ottenendo, resta un Paese diviso, caratterizzato dalla violenza settaria e, al momento, senza nessuna prospettiva di superare questa situazione. Anzi, ora c’è anche da tenere in conto l’ingombrante presenza israeliane a sud, con i carri Merkava a due ore da Damasco. Il cambio di regime, con il collasso del governo Assad, è servito più a riposizionare la Siria nella rete di alleanze internazionale che a dare una prospettiva ai siriani.





