No, ieri non sono stati gli Afrikaner – i sudafricani bianchi, alle prese con stringenti problemi di sicurezza – a scendere in piazza in diverse città del Paese per chiedere l’espulsione immediata degli immigrati irregolari. La mobilitazione a favore della remigrazione – in realtà un vero e proprio ultimatum a lasciare immediatamente il Sudafrica rivolto ai clandestini – è stato lanciato da una ventina di movimenti ed associazioni della maggioranza (relativa) Zulù, secondo cui l’immigrazione massiccia dai Paesi confinanti sta creando problemi gravi che il governo non riesce a fronteggiare in maniera efficace. Grande il dispositivo di sicurezza messo in campo nelle città interessate dalle marce di protesta, fortunatamente solo sporadici scontri di lieve entità hanno punteggiato la giornata.
Le manifestazioni di ieri saranno, nelle intenzioni degli organizzatori, solo le prime di una lunga serie: Jacinta Ngobese-Zuma, leader del movimento March and March, ha annunciato l’intenzione di scendere in piazza tutti i giovedì nel tentativo di costringere il governo ad espellere tutti gli irregolari. Ad oggi in Sudafrica gli immigrati sono circa 3 milioni, pari al 4% della popolazione. Alla vigilia delle manifestazioni per la remigrazione circa 25mila immigrati, stando alle ultime stime, hanno lasciato il Paese nel timore di violenze.





