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Turingia: vittoria per AfD e nuove grane per la Cdu

di Clemente Ultimo
28 Ottobre 2019
in Europae, Home
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Turingia: vittoria per AfD e nuove grane per la Cdu
       

Una forbice dell’1,6%: uno scarto minimo, che tuttavia rappresenta il confine – esile solo in apparenza – tra vittoria e sconfitta. Di più, tra un piccolo trionfo ed una rotta. Il senso profondo delle elezioni che domenica 27 hanno interessato il Land di Turingia è tutto in quell’1,6%, ovvero nella distanza che separa Alternative für Deutschland dalla Cdu. La destra sovranista vittoriosa e il partito di Angela Merkel alle prese con l’ennesima batosta elettorale. AfD conquista il 23,4% dei consensi (+ 12,8% rispetto al 2014), piazzandosi al secondo posto alle spalle della Linke, prima con il 31%. Seguono, poi, i due grandi partiti tedeschi, incapaci anche questa volta di arrestare una tendenza al calo elettorale: la Cdu passa dal 33,5% del 2014 al 21,8% di ieri, mentre i socialdemocratici dell’Spd restano sotto la soglia del 10%, fermandosi all’8,2% (era il 12,4% nel 2014). Raggiungono la soglia del 5%, dunque entrano nel parlamento regionale, anche Verdi e liberali.

Un risultato tutto sommato conforme alle previsioni, quello in Turingia. Tuttavia il sorpasso della Cdu da parte di AfD è qualcosa di più di un evento meramente simbolico: è la conferma che una buona fetta dell’elettorato conservatore e nazionalista tedesco si sente ormai libero dal vincolo che per decenni lo ha tenuto legato ai cristiano-democratici, oggi sempre meno distinguibili dell’Spd, in una corsa al centro che finisce per portare ad un’omologazione di fatto delle proposte delle due formazioni. Del resto la – forzata – convivenza in seno alla große Koalition di questi ultimi anni non poteva passare senza lasciare traccia. Quanto ad Alternative für Deutschland è chiaro che ormai è un attore consolidato nella scena politica tedesca, non una meteora, bensì una realtà con cui fare i conti. E non solo nelle regioni dell’Est, dove pure il partito ha il suo maggior radicamento.

Il voto in Turingia, infine, quasi certamente produrrà effetti anche all’interno dei partiti, segnatamente Cdu e AfD. L’ennesima sconfitta elettorale fa traballare ancor di più la già vacillante posizione di Annegret Kramp-Karrenbauer, leader della Cdu scelta in continuità con la linea Merkel. A poco o nulla sono serviti i – più che prudenti – tentativi di Akk di riposizionare il partito su alcuni temi cruciali nel tentativo di arginare l’emorragia di consensi a destra. Improbabile che Kramp-Karrenbauer resti ancora a lungo alla guida della Cdu, con gli avversari interni che già da tempo affilano i coltelli.

Quanto ad AfD è da sottolineare come la vittoria in Turingia sia chiaramente una affermazione di Björn Höcke, leader di Flügel (l’Ala), la componente del partito che si ispira alla Nuova Destra tedesca. Höcke guida il partito in Turingia e da questo successo trarrà nuova forza nel confronto interno in AfD, dove non tutti gradiscono la preponderanza della Flügel. Proprio dalla vittoria di ieri Höcke potrebbe far partire la lunga corsa per la conquista dei vertici nazionali di Alternative für Deutschland.

Tags: Alternative für DeutschlandAngela MerkelelezioniGermania
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