Le crisi regionali in Medio Oriente sono costate all’Egitto circa sette miliardi di dollari provenienti dal Canale di Suez. Lo ha comunicato nei giorni scorsi lo stesso presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, spiegando come, nel corso del 2024, il forte calo di passaggi di navi abbia avuto come conseguenza una diminuzione delle entrate pari al 60%.
I ricavi derivanti dalla via d’acqua, porta di accesso alla rotta più breve tra Europa e Asia, sono crollati da quando gli Houti yemeniti hanno colpito il traffico mercantile nel Mar Rosso per solidarietà verso Hamas, costringendo le compagnie di navigazione a deviare le navi verso rotte più lunghe con il periplo dell’Africa.
Ciò nonostante l’Egitto ha dichiarato di aver testato con successo un nuovo passaggio lungo 10 chilometri all’estremità meridionale. Dopo l’incagliamento della nave portacontainer Ever Given nel 2021, che ha bloccato per sei giorni questa importante via d’acqua, l’Egitto ha accelerato i piani per estendere il secondo canale nel tratto meridionale del canale e ampliare quello esistente. Secondo l’Authority che gestisce l’idrovia l’ultimo allargamento estende la lunghezza totale della sezione bidirezionale del canale a 82 chilometri dai precedenti 72. Il canale è lungo complessivamente 193 chilometri. L’espansione dovrebbe aumentare la capacità del canale di 6-8 navi al giorno, migliorando la capacità di gestire potenziali emergenze.





