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Una base navale russa sul Mar Rosso. L’accordo di Mosca con il Sudan

di Clemente Ultimo
18 Febbraio 2025
in Mondi
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Una base navale russa sul Mar Rosso.  L’accordo di Mosca con il Sudan
       

Dopo anni di trattative, rinvii, accordi saltati all’ultimo minuto – complice anche la guerra civile scoppiata circa un anno fa – la scorsa settimana i ministri degli Esteri sudanese Ali Yousef Sharif ed il suo collega russo Sergei Lavrov hanno annunciato il raggiungimento di un accordo “definitivo” per la costruzione di una base navale russa a Port Sudan.

I primi tentativi di “trovar casa” alla marina russa nelle acque del Mar Rosso risalgono alla fine del 2020, quando inizia la discussione con il Sudan per la concessione di un’area su cui realizzare una base navale. Il progetto sembra in discesa, ma improvvisamente si arena, secondo alcuni per le pressioni che da oltre Atlantico vengono esercitate sul governo di Khartoum.

Lo scoppio della guerra civile a seguito dell’insurrezione delle Rsf – che in un primo momento sembrano in grado di battere sul campo le forze regolari – costringono Mosca ad un difficile gioco di equilibrio nel tentativo di individuare l’interlocutore vincente con cui riprendere il confronto per ottenere via libera a Port Sudan.

Nell’aprile dello scorso anno la visita del viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov nel Paese africano segna la svolta nella politica di Mosca: i russi abbandonano al loro destino le Rsf e sostengono apertamente il governo internazionalmente riconosciuto del generale Abdel Fattah al-Burhan.

Come di consueto il sostegno russo non si limita al piano diplomatico, ma – molto concretamente – si traduce in forniture di armi e mezzi, tra cui anche diversi velivoli da attacco al suolo Su-25. Risorse che hanno consentito alle forze armate sudanesi di lanciare diverse offensive coronate da successo negli ultimi mesi.

Da parte russa, poi, ha pesato la necessità di reagire al rischio di perdere la base siriana di Tartus all’indomani della caduta del governo Assad. Benché Russia e nuovo governo siriano stiano trattando per la sorte delle due basi di Mosca in Siria, è evidente che i russi non avranno più in quel Paese la libertà d’azione del passato, dunque è necessario trovare nuovi punti di appoggio per consentire alla marina russa di muoversi nei mari caldi.

Di qui il potenziamento delle basi esistenti e il progetto di realizzarne una (navale) ex novo a Tobruk, nella Cirenaica controllata dalle forze del generale Haftar, generosamente sostenuto da Mosca nell’infinito caos libico seguito alla caduta – per mano europea, con generoso quanto stolto contributo italiano – del regime del colonnello Gheddafi. La Cirenaica, tuttavia, da sola non basta ed ecco la necessità di chiudere la lunga partita sudanese. Un risultato che la Russia sembra aver finalmente portato a casa.

Tags: Mar RossoRussiaSudan
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