Il buon Crosetto – ormai vero e proprio berserker della politica europea, secondo solo alla valchiria Kallas – fa piani per impegnare la marina militare nella scorta delle navi italiane nel Mar Rosso, all’indomani del rafforzamento degli Houthi nell’area di Bab el Mandeb.
Che quella via d’acqua sia essenziale per l’economia italiana è fuor di dubbio, dunque mantenere il libero transito è priorità strategica nazionale. Dunque giusto prevedere anche l’impiego della marina militare, se necessario. Ed è proprio questo il punto: è necessario? Ad oggi gli Houthi hanno ribadito la propria intenzione di garantire il libero transito delle navi mercantili con un’unica eccezione per quelle che battono bandiera saudita.
Gli stessi Stati Uniti, potenza talassocratica che sulla libertà di navigazione fonda la base della propria proiezione globale, non hanno ritenuto di dover intervenire – benché compulsati – in sostegno dell’Arabia Saudita alle prese con la disastrosa sconfitta rimediata dai propri clientes in Yemen nelle ultime settimane. Improvvisa svolta pacifista della Casa Bianca? No, semplicemente gli Houthi hanno fatto sapere a Washington di non avere alcuna intenzione di violare l’accordo raggiunto nel 2025, intesa che mise fine agli attacchi americani contro lo Yemen. E cosa prevede questo accordo? Principalmente la libera navigazione attraverso il Mar Rosso.
Crosetto dunque, in preda ad un vero e proprio furor guerriero, mette la freccia e supera gli Usa a destra. Ovviamente senza passare per il parlamento e senza avvertire la necessità di spiegare le sue motivazioni agli italiani. Che ancora aspettano di sapere cosa ci fanno i militari italiani in Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Oltre, evidentemente, a far da bersaglio per i droni ed i missili che partono dallo Yemen, dall’Iran e dall’Iraq.
Ma tranquilli, ci pensa Guidone nostro!






