Quando una nuova forza si affaccia all’orizzonte, nel sempre più desolante panorama politico generale, è quasi fisiologico che eserciti una forza magnetica per le speranze dei tanti ‘cani sciolti’ che il tempo aveva messo all’angolo.
La storia insegna, però, che la maggioranza dei ‘pesi morti’ si perderanno per strada, vittime della loro incapacità di accettare che la realtà sognata è diversa da quanto desiderato riassumibile, in parole povere, nell’uscire dall’anonimato.
Perennemente vittime di loro stessi, più che di un mondo tutto in mano a gente sbagliata e cattiva, come si ostinano sempre a ripetere per giustificare la serie continua di loro fallimenti, sono d’altronde fatalmente destinati all’irrilevanza, unica posizione che presidiano stabilmente da tempo immemore.
Accade così che ogni nuovo soggetto, quando è ancora in fase embrionale, raccolga adesioni di un numero enorme di quanti sperano di sfruttare l’onda positiva del momento per intrufolarsi e trovare una comoda collocazione, questo accade, tuttavia, solo nei primi momenti non appena un’idea assume una forma strutturata ne vengono inesorabilmente esclusi, relegati ai margini messi nelle condizioni di non nuocere.
Storie viste molte, volte in occasione della nascita di ogni nuovo soggetto politico, nella storia della Repubblica Italiana, sia esso nato da scissioni, da accorpamenti o da rifondazioni di precedenti partiti.
Dal PSDI a Forza Italia, da AN a Fratelli d’Italia, dal Movimenti 5 Stelle al più recente di tutti Futuro Nazionale il filo conduttore per tutti è stato sempre l’affannarsi di una variopinta umanità speranzosa di vedersi accreditata per ottenere futuri privilegi.
Se le speranze, spesso solo pie illusioni, tuttavia comprensibili, la frustrazione che ne sussegue per molti di loro ha un sapore quasi patologico.
Tanto più i sogni di grandezza sono lontani dal valore effettivo dei vari soggetti, infatti, tanto maggiore sarà la delusione per non averli realizzati.
Ecco dunque la motivazione di uscite polemiche, di accuse che rimbombano nelle menti degli esclusi che spesso tracimano in esternazioni pubbliche.
Superando l’arroganza di certe posizioni, però, occorre leggerle per quel che sono in realtà: dimostrazioni di incapacità e impotenza irrisolte che accompagnano da sempre la vita di chi vede gli altri sfrecciare nella vita in corsia di sorpasso, mentre loro restano in panne in una piazzola con tutte e quattro le ruote dell’auto a terra.
Questi soggetti dovrebbero solo farsene una ragione e imparare ad apprezzare una vita semplice invece di sognare cose non alla loro portata.
Sarebbero sicuramente molto più sereni, ma anche decisamente meno ridicoli.
Succede al Senato. Quando l’opposizione dimentica il voto popolare
Voglio ricordare un concetto di Norberto Bobbio che aveva definito la democrazia come il "governo del potere pubblico in pubblico"....
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