• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
martedì 25 Agosto 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Società&Tendenze

Pluralismo a rischio. Le insopportabili censure del relativismo etico

di Mario Bozzi Sentieri
7 Aprile 2026
in Società&Tendenze
0
Pluralismo a rischio. Le insopportabili censure del relativismo etico
       

Ben al di là dei “numeri” parlamentari e  del consenso elettorale,  che sta alla base del governo di centrodestra,   ciò che sconcerta, nell’attuale realtà politica, culturale e comunicativa del nostro Paese,  è la capacità  “semplificatoria” di un sistema di potere che si insinua nelle vite di ciascuno e di tutti, ma senza darlo a vedere. E’ ciò che il sociologo Niklas Luhmann identificava come la forza smaterializzata della coercizione, capace di produrre simboli tanto più efficaci quanto in grado di persuadere spontaneamente chi vi è sottoposto. Su questa linea l’omologazione oggi passa anche attraverso il tentativo di silenziare le voci culturalmente “dissonanti”. Lo vediamo nell’azione sistematica di censura e di “demonizzazione” dell’avversario. Con livelli sofisticati di “espulsione” di chi non si allinea. Al punto da negare perfino il diritto al confronto.

Perciò – non sembri un paradosso –  la nuova frontiera dei diritti è quella di “fare domande”. Dalla loro formulazione passa la verifica di quelli che possiamo definire le “verità” inculcate ed  i “costi sociali” del relativismo etico, cioè le conseguenze sociali delle suggestioni  filosofiche, antropologiche, sociologiche, politiche che stanno alla base del relativismo etico, oggi al potere ben al di là della maggioranza parlamentare.  

Esistono dei diritti non negoziabili, attraverso i quali è possibile garantire una crescita ordinata dell’uomo e dunque della società? Dove e come individuarli? Quali conseguenze ha il relativismo etico sull’organizzazione della società? Il suo manifestarsi, radicalizzarsi e radicarsi può essere ridotto alla sfera meramente privata dell’individuo ?

Non sono domande retoriche. Nella permanente discussione sulla natura dell’uomo, sui suoi diritti, ad indebolirsi è il senso stesso dell’esistenza, con dei costi individuali e sociali altissimi, pagati dalle fasce più deboli della popolazione, quindi dalla sua maggioranza.

E’ perciò un errore credere che il “relativismo etico” sia un semplice problema intellettuale, da analizzare e da discutere all’interno dei circoli filosofici, tanto lontano dalla sensibilità collettiva da essere incomprensibile ai più, o una questione tutta religiosa, da rinchiudere nelle sacrestie e da lasciare all’attenzione del solo magistero della Chiesa e di una coraggiosa pattuglia di credenti.

Il tema è rivestito da un’armatura intellettuale, che sembra impedire l’esatta comprensione della sua essenza. D’altra parte esso facilita il punto di vista semplificatorio (la forza smaterializzata della coercizione), consegnandosi alla banalizzazione di massa, veicolo di una inconsapevolezza diffusa e rassicurante.

L’approccio culturale al problema si muove partendo da una considerazione molto facile e diretta: la verità come possibilità del pensiero non esiste, quindi è inutile cercarla ed ancor più informarsi ad essa. E’ una posizione filosofica che bene si sposa con lo spaesamento dell’uomo contemporaneo, offrendogli le giustificazioni intellettuali per tale spaesamento.

Ne consegue – secondo i relativisti – che ogni verità è il prodotto della cultura ricevuta. Spezzare la catena della tradizione, intesa come trasmissione di verità, è dunque possibile e necessario – secondo tale orientamento – per realizzare una piena liberazione dell’uomo.

Le conseguenze di tale “rottura” poco interessano e ancora meno vengono valutate. Il fine è la liberazione, fine che si fa verità autosufficiente ed assoluta, contraddicendo la scelta di partenza, secondo cui la verità non esiste e non va cercata. Da qui un’ulteriore serie di quesiti che proponiamo alla curiosa sensibilità di chi ci legge: la “natura umana”, per definizione l’insieme delle caratteristiche distintive che gli esseri umani tendono naturalmente ad avere, indipendentemente dall’influenza della cultura, può essere riscritta “per legge”? Dove inizia e dove finisce il pluralismo, base del confronto libero e democratico? Ed il diritto al dissenso? Perché instillare nella società, in particolare tra le giovani generazioni, l’idea che declinare l’umanità al maschile e al femminile è – di fatto – un reato? Non c’è il rischio del “testacoda sociale” con l’uscita di strada di larghe porzioni della società?

Dei rischi a cui viene esposto dall’espandersi del relativismo il cittadino non viene allertato. Non ci sono cartelli indicatori che lo avvisino. Non ci sono campagne informative che lo mettano in guardia. Al contrario, egli è quotidianamente sottoposto ad una costante opera di indottrinamento inconsapevole, in grado di rendere dolce il processo di depotenziamento collettivo, di resa, di assuefazione. E tutto questo senza che le conseguenze concrete di tale deriva siano ben chiare a chi le farà sue. Senza che i costi sociali e personali siano chiaramente indicati.

Accade così che, riempito il ricco carrello del relativismo, l’ignaro cittadino arrivi alla cassa senza sapere il prezzo da pagare, convinto anzi che tutto gli è dovuto gratuitamente. Con il risultato che le conseguenze di tali scelte ricadono sul malcapitato, al punto da stravolgere la sua vita e quella di chi gli sta intorno.

Proviamo a moltiplicare queste conseguenze per milioni di volte ed avremo il quadro della società “relativizzata”, scricchiolante e sempre più instabile, piegata su se stessa ed in balia di una crisi profonda. In estrema sintesi: una società destinata all’estinzione (ed il crollo demografico ne è il sintomo più evidente) priva come appare di autentiche aspettative di vita, portato di una “naturalità” che si vuole precludere.

Tags: censurademocraziarelativismo
Articolo precedente

Novecento letterario/ Generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti)

Prossimo articolo

Hormuz, lo Stretto è sempre più stretto. L’Occidente intanto soffoca

Mario Bozzi Sentieri

Correlati Articoli

Vilém Flusser, il profeta dell’era digitale
Tecnologie e visioni

Vilém Flusser, il profeta dell’era digitale

di Apostolos Apostolou
16 Agosto 2026
0

Ci sono filosofi che raccontano il proprio tempo e filosofi che, osservandolo con maggiore profondità, riescono a intravedere quello che...

Leggi tuttoDetails
Il mercato non è la nostra Patria

Il mercato non è la nostra Patria

12 Agosto 2026
Censure scandalose/ Idrovolante esclusa senza motivi da Più Libri Più Liberi

Censure scandalose/ Idrovolante esclusa senza motivi da Più Libri Più Liberi

14 Luglio 2026
Non firmare non è difendere il fascismo. È difendere la forma politica della libertà

Non firmare non è difendere il fascismo. È difendere la forma politica della libertà

16 Giugno 2026
Carica altro
Prossimo articolo
Hormuz, lo Stretto è sempre più stretto. L’Occidente intanto soffoca

Hormuz, lo Stretto è sempre più stretto. L'Occidente intanto soffoca

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.