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Dibattito/ Ma siamo proprio sicuri che “The Donald” sia la soluzione?

di Emiliano Calemma
11 Gennaio 2025
in Il punto
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Dibattito/ Ma siamo proprio sicuri che “The Donald” sia la soluzione?
       

Ora che Donald Trump entrerà nuovamente alla Casa Bianca tutti i conservatori potranno gioire e tirare un sospiro di sollievo. L’America tornerà grande e verrà salvata dalla pazzia generale che aveva concesso a Joe Biden di diventare presidente. Il popolo americano potrà affermare di aver sbarrato la strada ai “comunisti” e il buon senso prevarrà nelle scelte della nuova amministrazione. Ma siamo veramente sicuri che sia così? Io, da destra, la vedo diversamente e vi spiego perché.

Da quando ho memoria politica, cioè dalla fine degli anni 80, non mi viene in mente un solo presidente USA che abbia veramente concesso benefici reali e duraturi agli onesti cittadini di quella nazione (e ce ne sono…). Non solo nessun presidente, ma in particolare nessun presidente repubblicano.

Nonostante tutti i fattori negativi, degli ultimi decenni, come: la distruzione del settore industriale in parecchi Stati USA, la disoccupazione reale dilagante e il costo della vita esorbitante, la diffusione devastante della droga e di tutte le forme di dipendenze, l’aumento esponenziale della criminalità, l’immigrazione incontrollata che ha incamerato disperati, ma soprattutto delinquenti; gli elettori hanno nuovamente deciso di affidarsi alla farsa del confronto Repubblicani-Democratici per decidere da chi essere derisi per i prossimi quattro anni. E questa volta ha vinto Trump, che è bravo, soprattutto a raccontare balle e a convincere gli elettori con slogan di grande impatto, ma privi di sostanza.

Recentemente ho avuto modo di parlare con alcuni amici statunitensi, conservatori e appartenenti alla cosiddetta middle class, a cui ho chiesto se ritenessero effettivamente migliore Trump rispetto ad altri candidati repubblicani, indipendenti o agli avversari democratici. La loro risposta è stata semplice quanto disarmante: “Trump potrà pure essere un idiota, ma è il nostro idiota”. Questo rende evidente, quindi, come le ultime elezioni siano state un semplice schierarsi da una parte o dall’altra per votare ciò che si considerava “meno peggio”, in sostanza tifo sportivo. Ad esempio, Ron Paul, candidato del Partito Libertario alla presidenza e persona che merita rispetto per la sua integrità morale e politica, non viene nemmeno citato dagli elettori, perché semplicemente non trasmesso in TV da nessuna emittente, né di destra né di sinistra. Fine della storia.

Molti a destra non ammirano Donald Trump, ma hanno visto in lui l’unica possibilità di arginare la follia woke. Questa però non può essere la ragione per votare un cretino, solo perché rappresenta il male minore. Altro fattore determinante è che le persone, soprattutto in America, desiderano disperatamente una vera leadership e gli USA, essendo un paese senza leader e senza eroi, si sono aggrappati a questa figura di venditore porta a porta di sogni irrealizzabili e possibili catastrofi. Tanto per raccontarvi quanto poco sia eroe il nostro Donald, sappiate che è riuscito ad evitare di combattere in Vietnam facendo l’imboscato con tanto di referti medici che ne impedivano l’impiego militare…alla faccia dell’anticomunismo…

Comunque, il nuovo presidente ha dichiarato che il suo primo giorno di lavoro alla Casa Bianca sarà caratterizzato da: 1- Scatenare l’inferno a Gaza se non saranno liberati tutti gli ostaggi entro il 20 gennaio 2025; 2- Perdonare la maggior parte dei rivoltosi condannati per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021; 3- Lanciare il più grande programma di deportazione in massa di immigrati irregolari; 4- Porre fine alla guerra fra Russia e Ucraina. Ora, qualcuno crede seriamente che tutte queste promesse verranno mantenute? Qualcuno potrebbe dire “per fortuna”, ma la sostanza è un’altra: un leader vero di una grande Nazione non può vivere di “fuffa”, perché rende ridicolo se stesso e il paese che rappresenta; a vantaggio invece di chi poco dice e tanto fa (Cina?).

Un problema davvero grosso però potremmo averlo a breve, perché i principali finanziatori e protettori di Trump sono personaggi pericolosi, molto più ricchi e influenti di lui. Scott Bessent, amico e socio di George Soros, la famiglia Kushner (il rampollo Jared è genero di Trump) e Miriam Adelson sono tre miliardari con due sogni nel cassetto: eliminare tutti “gli odiatori di ebrei” dagli USA e cancellare l’Iran dalle mappe geografiche mondiali…Forse si, abbiamo davvero un problema.

Tags: Donald TrumpUSA
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