L’occupazione dell’aeroporto di Macallè da parte degli uomini del Fronte di liberazione popolare del Tigrè – Tplf nell’acronimo inglese -, ha segnato la ripresa dei combattimenti nella regione secessionista dell’Etiopia settentrionale. La pace raggiunta dopo il conflitto del 2020/2022 non ha retto alle crescenti tensioni che segnano la vita del Paese.
All’occupazione dell’aeroporto di Macallè e degli altri scali aerei della regione ha fatto seguito la dichiarazione dell’amministrazione regionale tigrina, guidata dagli indipendentisti, con cui è stata annunciata la ripresa della guerra: “A seguito dell’intensificarsi dell’invasione condotta con vari metodi dal regime autocratico e genocida della di Abiy Ahmed contro il popolo del Tigrè – si legge nella nota -, alle Forze del Tigrè è stato ordinato di contrastare l’attacco e di entrare in una guerra difensiva”.
L’offensiva lanciata oggi dalle forze tigrine ha investito anche le regioni confinanti di Afar e Amhara. Uno sviluppo non sorprendente, considerato che solo domenica scorsa è stata annunciata la nascita della “Alleanza per la sopravvivenza”, intesa che vede accanto al Fronte di liberazione del popolo del Tigrè i combattenti amhara della milizia Fano, l’Esercito di liberazione oromo e altre quattro formazioni minori.
Forze regionali unite dall’obiettivo di abbattere l’attuale governo federale di Addis Abeba guidato dal primo ministro Abiy Ahmed. In tutto sono sei le regioni etiopiche – sulle dodici che formano lo stato federale – ad essere interessate dall’azione delle forze ribelli.
In questo scenario, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe giocare un ruolo anche l’Eritrea: il piccolo Paese del Corno d’Africa – minacciato dall’ambizione di Addis Abeba di avere uno sbocco sul mare – sarebbe schierato al fianco dei tigrini, ribaltando completamente la posizione assunta nel corso del conflitto del 2020/2022: allora gli eritrei collaborarono alla repressione della rivolta del Tigré.
Questo, tuttavia, non è l’unico cambio di fronte che si registra al riaccendersi del conflitto: anche le milizie Fano hanno combattuto al fianco delle forze federali etiopi contro i tigrini nella guerra di quattro anni fa.





