Si apre con un violento “uno-due” l’anno elettorale per Frau Merkel: nelle elezioni regionali del Baden Württemberg ed in Renania Palatinato il partito della cancelliera incassa infatti una doppia sconfitta, lasciando sul tappeto il 2,9% dei voti nel primo Land e ben il 4.1% nel secondo.
Ennesima conferma di come la Cdu stenti ancora a trovare una propria identità nel corso del lungo, ormai lunghissimo, processo di transizione dalla segreteria Merkel a quella Laschet, approdato alla guida del partito cristiano-democratico nel gennaio di quest’anno. Un’elezione nel segno della continuità, incapace – almeno a giudicare da questo primo test elettorale – di ridare vigore ad un partito da tempo in crisi. La linea di un centrismo (iper)moderato – una sorta di palude centrista che scivola sempre più verso sinistra per i più critici – data alla Cdu da Frau Merkel sembra non convincere più settori crescenti dell’elettorato tedesco, costretto a fare i conti prima con le tensioni legate alla politica delle porte aperte in materia di immigrazione voluta dalla Cancelliera, poi con le criticità frutto della pandemia.
Un affanno condiviso anche dall’Spd: i socialdemocratici registrano perdite decisamente più contenute nel doppio test elettorale di marzo, continuando tuttavia a cedere consensi in favore dei Verdi, veri vincitori di questa tornata elettorale. Nel Baden Württemberg i Grünen arrivano al 32,6% (+ 2,3%), mentre in Renania Palatinato al 9,3% con un guadagno di 4 punti percentuali. Ma dove sono finiti i voti della Cdu? In parte – in Baden Württemberg – sono stati intercettati dai liberali, in parte probabilmente sono finiti anch’essi ai Verdi.
Di certo non li ha intercettati Alternativa per la Germania: il partito identitario/sovranista subisce in occasione di questo doppio appuntamento elettorale una dura battuta d’arresto, pur conquistando 17 seggi in Baden Württemberg e 9 in Renania Palatinato. Nei due Länder AfD perde rispettivamente il 5,4% ed il 4,3% dei consensi, un risultato cui probabilmente non è estranea la decisione dei servizi segreti tedeschi – rivelata in esclusiva da Der Spiegel lo scorso 3 marzo – di considerare il partito di destra come “caso sospetto”, con la possibilità di metterlo sotto osservazione, seppur con forti limitazioni.





