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Home Tecnologie e visioni

“Il potere delle macchine”, a Trento una mostra su cui riflettere

di Eugenio Pasquinucci
24 Agosto 2026
in Tecnologie e visioni
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“Il potere delle macchine”, a Trento una mostra su cui riflettere
       

Mi presento in una giornata d’agosto un po’ piovosa al MUSE, l’ultramoderno museo di Scienze Naturali, fiore all’occhiello della città di Trento. E’ tutto già prenotato online e quindi niente ingresso; vengo così dirottato nel cinquecentesco palazzo delle Albere, a pochi metri, dove si tiene una mostra sul “Potere delle Macchine”.
La scelta alternativa si rivela una stimolante sorpresa.
Nella prima metà del Cinquecento numerose scoperte tecnologiche danno una forte sterzata al cambiamento della vita di noi europei; la mostra ci illustra tutti i cambiamenti che ne conseguono.
L’invenzione della stampa a caratteri mobili con un torchio modificato ed un inchiostro a base d’olio, dovuta a Johannes Gutemberg , rivoluziona la diffusione della cultura. Nascono i primi volumi, la Bibbia ne è la capostipite. Non è più solo la pittura nelle chiese a diffondere la parola di Dio.
La stampa porta alla nascita delle prime mappe marinare, che guidano i navigatori nelle traversate degli oceani. Costoro si dotano anche di strumentazioni sempre più efficaci per leggere nel cielo stellato le coordinate per la navigazione.
E’ interessante soffermarsi su queste mappe: i principali porti di riferimento sono Venezia, Cape Cost in Ghana, Calcutta in India. Le coste conosciute sono le orientali del Sud America, fitte di nomi di piccoli e grandi porti, mentre in Oriente, superata la Malesia è tutto molto vago. Da Cape Coast, nel cui castello si ammassavano gli schiavi fatti prigionieri da tribù rivali, erano pronte a partire i vascelli olandesi per il Nuovo Continente ; mi è capitato di visitare quel sito e fa impressione immaginare cosa vi accadeva.
Analoga base di partenza si trovava a Zanzibar a Stone Town, per il mercato degli schiavi, gestito dagli arabi, con le feluche dirette alle Indie.
I marinai di allora non erano degli sprovveduti, sapevano dove andare ed avevano strumentazioni molto sofisticate per quei tempi, comparvero anche i primi mappamondi.
Infatti nel Cinquecento si afferma la teoria eliocentrica illustrata dal prete polacco Niccolò Copernico, che viene definita “rivoluzione copernicana” perché ribalta tante precedenti convinzioni.
Nel Cinquecento gli europei conobbero i copernicani, noi oggi dobbiamo ancora sorbirci sparuti “terrapiattisti”.
La diffusione della polvere da sparo e l’utilizzo di armi capaci di sopportarne l’esplosione, determina nel Cinquecento una rivoluzione nella tecnologia militare; non più armi bianche ma cannoni e fucili (o “focili” da pietra “focaia”).
Le mura delle città di conseguenza debbono essere irrobustite e modificate per avere una visibilità di maggiore ampiezza ed una resistenza ai colpi di cannone; cambia così l’architettura dei castelli e dei sistemi difensivi ed offensivi.
I mulini spinti dalle acque correnti aumentano la potenza di lavoro nella tessitura, con una maggiore velocità di produzione.
Nuove soluzioni chimiche si trovano nella macerazione delle erbe, con diffusione della medicina con uso di piante officinali.
La mostra porta a riflettere sulle nuove tecnologie e sulla capacità di dominarle.
Una domanda che anche oggi si ripropone riguardo all’utilizzo della Intelligenza Artificiale.
Francesco Bacone nel 1609 , nella “Sapienza degli Antichi”, scriveva :”Dedalo artista ingegnosissimo ed esecrabile, colui che ideò i meandri del Labirinto, ha anche mostrato la necessità del filo. Le arti meccaniche sono infatti di uso ambiguo o doppio: possono allo stesso tempo produrre il male e offrire un rimedio ad esso.”
Lo stesso dilemma di oggi sull’uso dell’energia nucleare, sull’IA, sulle spedizioni spaziali.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza “ scriveva Dante riguardo allo spirito di Ulisse.
Le scoperte tecnologiche sono comunque inevitabili, fanno parte della natura umana, l’eterna lotta tra il male ed il bene ne determinerà l’uso.

Tags: geografiatecnologiaTrento
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