Marco Gervasoni — ve lo ricordate? Era (ed) è l’ex sovranista salviniano, il critico acuminato di Mattarella e di Schlein, l’ultra destrista un po’ piagnone ma cattivissimo — ora è diventato all’improvviso un “antifa” convinto. Militante e militonto. Casi e scherzi del destino. Ed ecco il suo nuovo libretto “Psicologia della destra. Dal fascismo al melonismo”, un compendio di stupidaggini. Oggi, per lo smarrito Gervasoni il neofascismo e le sue contradditorie evoluzioni (o involuzioni…) —, in ogni caso fenomeni complessi e ancor oggi scarsamente (con l’eccezione dei lavori di Marco Tarchi e pochi altri) analizzati, compresi, studiati —, fu soltanto una “psico-ideologia costante produttrice di nevrosi”. In più per il molto confuso Gervasoni anche gli elettori della Dc erano in gran parte “psicologicamente fascisti a loro insaputa”. Insomma, siamo a un passo dal proporre il ricovero in clinica psichiatrica per chiunque si collochi a destra… Amen.
Qualcuno però assista il povero Marco. Alla svelta. Non lasciamo solo. Ricordiamo che il Gervasoni è ormai — si vedano i suoi imbarazzanti contributi giornalisti — un occidentalista forsennato, un personaggio che copre di insulti sui social chiunque non stia con Netanyahu e Zelensky (a partire dal professor Franco Cardini). Aiutatelo, ha bisogno di conforto. Grazie.





