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Follie salernitane/ Il ritorno del pifferaio magico in una città cristallizzata

di Clemente Ultimo
27 Maggio 2026
in Il punto
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Follie salernitane/ Il ritorno del pifferaio magico in una città cristallizzata
       

La vera novità della tornata elettorale che riporta Vincenzo De Luca per la quinta volta alla guida della città di Salerno è, paradossalmente, l’assoluta mancanza di novità. O meglio, la perfetta sovrapponibilità del risultato maturato il 24 e 25 maggio 2026 con quello ottenuto il 3 ottobre 2021 da Enzo Napoli. Incrociando i dati quel che viene fuori è l’immagine di una città cristallizzata, immobile – sotto il profilo politico, ma non solo – tanto da non reagire neanche al richiamo del pifferaio magico di ritorno da Napoli. Chi immaginava che l’avvento dello “sceriffo” potesse avere un impatto sull’elettorato salernitano ha sbagliato alla grande. A dirlo sono, banalmente, i numeri.

Partiamo dall’affluenza alle urne: al 63.4% quest’anno, al 63.1% nel 2021. In buona sostanza oltre un terzo degli elettori salernitani anche in questa occasione non ha trovato un buon motivo per andare a votare. Circa 40mila cittadini (su 110.412 aventi diritto al voto) hanno giudicato inadeguate, o quanto meno non convincenti, tanto la suggestione deluchiana di fare di Salerno una “nuova Montecarlo”, quanto le proposte messe in campo dai suoi sette antagonisti. Questi ultimi – forse – troppo impegnati a ribattere alle sortite di De Luca invece che a delineare un modello alternativo di città, un’idea di sviluppo in cui poter intravedere una possibilità di rilancio per una città la cui economia è poco più che agonizzante.

La relativamente scarsa partecipazione al voto si è quindi tradotta in una riproposizione degli esisti del 2021, con variazioni nell’ordine del punto percentuale o poco più. Vincenzo De Luca vince con il 57.8% dei consensi, pari a 39.069 voti, ovvero 254 preferenze meno di quante ne conquistò cinque anni fa Enzo Napoli, rieletto sindaco con il 57% e 39.323 voti.

Insomma, dal 2021 nulla è cambiato: il blocco politico-sociale che si è costruito intorno a Vincenzo De Luca e alle amministrazioni da lui “ispirate” è rimasto praticamente lo stesso, il ritorno dell’ex governatore in città non ha inciso sugli equilibri consolidati. Unica novità, emersa con chiarezza già durante lo spoglio, il sorpasso delle liste della coalizione deluchiana sul candidato sindaco: uno scarto di 1.7 punti percentuali che va a confermare il mancato effetto mobilitazione della candidatura dell’ex governatore.

Stesso scenario per quel che riguarda le forze di opposizione. Nel 2021 Elisabetta Barone, alla guida di una sorta di “antenato” del Campo Largo, arrivò al secondo posto con il 16.7%, seguita dal candidato di centrodestra Michele Sarno con il 16%. Scenario simile a quello attuale, con Gherardo Marenghi alla guida della coalizione di centrodestra che con il 15% precede Franco Massimo Lanocita – alla guida di un rassemblement di centro-sinistra – che si ferma al 14.1%. Anche in questo caso lo scarto rispetto al risultato del 2021 oscilla intorno all’1%.

Numeri che confermano l’impressione di una città ferma, ripiegata su se stessa. Ben lontana dal dinamismo di una “Montecarlo del Sud”.

Tags: SalernoVincenzo De Luca
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