È iniziato poco dopo la mezzanotte l’attacco congiunto di Stati Uniti e Gran Bretagna contro il territorio yemenita controllato dagli Houti (corrispondente grosso modo a quello dell’ex Repubblica araba dello Yemen, meglio nota come Yemen del Nord). La risposta anglosassone agli attacchi condotti nelle scorse settimane dagli Houti contro il traffico mercantile diretto verso Israele si è concretizzato nel lancio di circa cento missili, diretti verso sessanta obiettivi distribuiti in sedici siti.
L’attacco è stato condotto dalle navi statunitensi che incrociano nel Mar Rosso attraverso il lancio di missili Tomahawk e con i caccia Super Hornet decollati dalla portaerei USS Dwight D. Eisenhower, il contributo britannico è arrivato dalla base di Akrotiri, nell’isola di Cipro, da cui sono decollati quattro cacciabombardieri Typhoon. Tra gli obiettivi colpiti vi sarebbero principalmente depositi di armi e siti della difesa aerea, aeroporti ed una base aerea, Colpita anche la stazione televisiva Al-Masirah. La maggiore concentrazione di attacchi si è registrata nella capitale Sana’a e nella città portuale di Hodeidah.
L’attacco, definito “un successo” in una nota del comando centrale degli Stati Uniti, ha provocato diversi morti e feriti secondo fonti yemenite, ma non sembra aver incrinato la determinazione degli Houti di proseguire nella loro campagna contro il traffico mercantile da e verso Israele. “Continueremo a prendere di mira le navi israeliane dirette verso di loro – ha detto il portavoce ufficiale del gruppo Ansar Allah, Muhammad Abdul Salam – fino alla fine dell’aggressione contro Gaza. Non esiste alcuna alleanza navale nel Mar Rosso e c’è solo l’aggressione americano-britannica”.
La Cina ha espresso preoccupazione per questo ulteriore innalzamento della tensione nella regione, unitamente all’invito a lavorare per lavorare al raffreddamento della crisi. “La Cina – si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pechino – esorta tutte le parti coinvolte a mantenere la calma e a dare prova di moderazione per evitare ulteriori conflitti”:
Accanto alla prevedibili conseguenze politiche, con i Paesi dell’area occidentale – Giappone incluso – più o meno timidamente a sostegno dell’azione statunitense e Mosca che denuncia la violazione della sovranità yemenita, una prima conseguenza dei raid di questa notte si è registrata ad Amsterdam, dove le quotazioni del gas sono in rialzo del 2,5%.





