Il Comitato dell’Unesco per i siti patrimonio dell’umanità riunito in Corea del Sud a Busan cerca di verificare lo stato di conservazione di quelli esistenti ed esaminare le nuove proposte di candidature. Mai quanto quest’anno, però, sono le conseguenze dei conflitti in Medio Oriente a dominare la sua agenda.
Lo si è visto già in queste prime giornate: dopo aver approvato in apertura dei lavori una dichiarazione generale “per la collaborazione internazionale volta a proteggere i vulnerabili beni culturali e naturali dai danni” dei conflitti, ieri i delegati hanno inserito la città libanese di Tiro – riconosciuta ufficialmente nel 1984 come sito Unesco per i suoi reperti romani e colpita nelle scorse settimane dai bombardamenti israeliani – nell’elenco dei patrimoni in pericolo. “Il sito è stato colpito direttamente e ha subito danni – si legge nella dichiarazione approvata su richiesta del governo libanese -. Inoltre, il suo stato di conservazione desta crescente preoccupazione, soprattutto alla luce della possibilità di ulteriori impatti. Non sussistono più le condizioni ottimali per garantire la conservazione e la tutela dell’eccezionale valore universale del sito”.
Ma accanto a quello su Tiro, tra le 30 candidature al riconoscimento come nuovi siti patrimonio dell’umanità che verranno esaminate da domani, ce ne sono altre due inserite con procedura d’urgenza proprio a causa dei conflitti in Medio Oriente: la prima, sempre nel Sud del Libano, riguarda i castelli del monte Amel tra i quali figura anche il Castello di Beaufort, la fortezza crociata nel governatorato di Nabatieh occupata nuovamente da Israele dallo scorso 31 maggio nell’ambito dell’offensiva contro Hezbollah. L’altra, avanzata dalla Palestina, riguarda la città di Sebastia che è diventata in questi ultimi anni una “via archeologica” all’annessione di fatto di ampie zone della Cisgiordania da parte di Israele. Se dovessero essere accolte queste due richieste si aprirebbe un nuovo terreno di scontro nel tormentato rapporto tra Israele e l’Unesco che dura ormai da anni.
Fonte Asia News





