La guerra in Ucraina non ha distolto l’attenzione della Federazione Russa dall’Asia centrale, tradizionale “giardino di casa” di Mosca. Con il consueto approccio realistico, la Russia lo scorso anno è stato il primo Paese a riconoscere il governo talebano di Kabul insediatosi dopo la precipitosa ritirata degli americani e dei loro alleati occidentali.
A quel riconoscimento ha fatto seguito, lo scorso 27 maggio, la firma di un accordo di cooperazione tecnico-militare. Intesa i cui contenuti non sono noti in dettaglio, ma che ha due evidenti conseguenze: in primis rafforzare l’influenza di Mosca su Kabul, dall’altro consentire ai talebani di rafforzare il proprio apparato militare. Esigenza tanto più avvertita nel momento in cui gli scontri di confine con il Pakistan sono diventati qualcosa di più che un episodio isolato.
Stando alle indiscrezioni accanto alla fornitura di nuovi equipaggiamenti, l’accordo siglato il mese scorso prevede in prima battuta la manutenzione e l’aggiornamento del materiale russo/sovietico ereditato dalle forze armate talebane, ad iniziare dagli elicotteri da combattimento Mi-24/35 e da trasporto Mi-17, presenti in tutto in circa dieci esemplari in Afghanistan. Secondo alcune fonti gli interventi di manutenzione/aggiornamento interesserebbero anche carri T-62 e obici da 122 mm.





