Ho sempre pensato che il popolo italiano avrebbe potuto salvarsi. Per farlo però sarebbero serviti anni di sacrifici in senso di impegno politico, tempo e molta pazienza. Oggi nutro fortissimi dubbi su questa possibilità, anzi, ritengo che difficilmente l’Italia riuscirà a liberarsi realmente dal giogo del potere transnazionale.
Personalmente, fino a poco tempo fa, credevo nella possibilità di dimostrare con una certa facilità l’assurdità e la pericolosità di determinate idee, sia che provenissero dal mondo liberale, sia che provenissero dal mondo marxista. Entrambe avevano un carattere comune, quell’internazionalismo globalizzante che cancella culture, identità, tradizioni con l’obiettivo di affermare una concezione meramente materiale e mercantilista dei rapporti umani.
Oggi, invece, mi trovo a dovermi confrontare con un mondo dove, a parte piccole sfaccettature che sembrano più specchietti per allodole che altro, la quasi totalità della gente pensa, parla e si comporta nel medesimo, stucchevole, imitativo modo. Senza reali differenze ideologiche, senza una reale contrapposizione di pensiero. Tutti omologati.
Chi ha la possibilità di orientare l’opinione pubblica e di manipolare i pensieri dei più, possiede abilità e strumenti fuori dall’ordinario. Le modalità operative sono però semplici e sono sostanzialmente tre:
- quando l’argomento è troppo importante, per cui risulterebbe impossibile farlo comprendere alle masse, utilizzano la tecnica “del buon leader” con la decisione che cade dall’alto e le richieste di spiegazioni che vengono subito tacciate di complottismo.
- Quando l’argomento è abbastanza banale, ma necessario che sia accolto da tutti, si innondano i mass media con la medesima informazione e utilizzando un linguaggio talmente semplice da risultare imbarazzante.
- Quando l’argomento è facilmente attaccabile dai critici, semplicemente non si risponde e ogni appello all’intelligenza umana viene bollato come minaccia per la democrazia.
In tutti i casi, purtroppo, il popolo si comporta esattamente come la leadership vuole. E il popolo italiano, ancor peggio, risulta essere uno dei più allineati al pensiero unico attuale, privo di spirito critico e totalmente assente per coscienza politica. Gli anni di bugie e falsità che hanno costellato la storia repubblicana italiana non hanno prodotto alcun effetto positivo sul nostro popolo. Pensavo che saremmo diventati investigatori dei fatti o, almeno, ricercatori di verità. E invece nulla.
Siamo cresciuti con l’omicidio Mattei, il rapimento di Aldo Moro, la strage di Ustica, quella di Bologna, Falcone e Borsellino, gli anni di piombo e centinaia di altri fatti che avrebbero dovuto far diventare l’italiano il popolo della verità.
La mia indignazione si è trasformata nel tempo in rassegnazione. Più vado alla ricerca di verità, più trovo muri di menzogne. E questi muri sono eretti con la collaborazione di tutti, dalle massime autorità fino alla gente che incontro al mercato rionale.
Qualcuno lo fa per convenienza, qualcuno lo fa per paura, quasi tutti per pericolosa indifferenza.






Verissimo, l’Italia non è salvabile. Un’entità geografica più che nazione, una repubblica, per quel pezzo di carta straccia, fondata sul tradimento, non sul lavoro.