Ancora violenze in Medio Oriente per un film ritenuto blasfemo: una folla infuriata ha messo a ferro e fuoco il consolato americano a Bengasi, in Libia. Il casus belli stavolta è stata una pellicola considerata blasfema, prodotta da un gruppo di cristiani copti residenti negli Stati Uniti. La notizia è stata confermata dal ministero dell’Interno libico. Nel corso dell’attacco, un cittadino americano è stato ucciso ed un altro è rimasto ferito, mentre l’edificio sarebbe stato saccheggiato. Si è poi scoperto che l’uomo ucciso sarebbe l’ambasciatore Usa, e ci sarebbero altri tre morti.
Secondo quanto riporta un testimone, gli scontri davanti al consolato americano hanno coinvolto da un lato l’esercito libico e dall’altro milizie armate davanti al consolato degli Stati Uniti”. Le strade circostanti l’edificio sono state transennate e le forze di sicurezza hanno circondato la struttura che ospita la rappresentanza Usa nella città della Libia orientale: si tratta di un grande compound situato a poche centinaia di metri di distanza da ristoranti e caffè piuttosto frequentati. Gli Stati Uniti hanno condannato duramente l’attacco.
Nel pomeriggio di ieri un’altra protesta contro il film si era avuta al Cairo, in Egitto, dove fra i tremila manifestanti alcuni si erano staccati dal corteo, ed erano riusciti a tirare giù la bandiera a stelle e strisce dall’ambasciata americana e a sostituirla con un vessillo inneggiante ad Allah. Un trailer del film che ha scatenato la rivolta sarebbe stato pubblicato su YouTube. Prodotto da un egiziano cristiano e anti-musulmano, ha come protagonista il profeta Maometto. E già questo basterebbe per definirlo “blasfemo” visto che per i musulmani è vietato ritrarre o disegnare il profeta. Inoltre, nel film Maometto viene descritto come un truffatore, dongiovanni e viene mostrato mentre fa sesso e istiga al massacro.




